La videosorveglianza in Commissione Affari Generali

La videosorveglianza in Commissione Affari Generali

Prima riunione della Commissione Affari Generali del Comune di Ragusa dopo l’insediamento della nuova Presidente, la consigliera Manuela Nicita. All’OdG della seduta lo stato della videosorveglianza in città e una verifica delle esigenze più immediate, sollecitate da più parti, in funzione anche del programma sicurezza per il centro storico.
Presente alla seduta, che ha visto la partecipazione massicci di tutti i componenti l’organo, anche il Capitano della Polizia Locale, Umberto Ravallese, in rappresentanza del Comando e in qualitA? di Responsabile del Trattamento Dati acquisiti tramite le telecamere di videosorveglianza della città, nomina di recente conferitagli.
L’argomento, sollecitato da diversi consiglieri, è stato proposto da Giorgio Mirabella che ha introdotto la seduta, su invito della Presidente, per fissare il tema e porre domande precise su quanto A? programmato dall’amministrazione in tema di videosorveglianza con diretto riferimento alla sicurezza in città.
Assieme alla collega Marino, Mirabella ha stigmatizzato l’assenza dell’amministrazione dicendosi, nel contempo, fiducioso che il funzionario comunale avrebbe soddisfatto ogni esigenza di comprendere quanto si è fatto e quanto ancora si può fare in tema di controllo del territorio, urbano ed extraurbano.
Comprensibile che i consiglieri, che recepiscono le istanze dei cittadini, siano portati a chiedere sempre maggiori installazioni di controllo, alla luce degli episodi che dilagano in città, dalla rissa all’episodio di bullismo, dal furto ai danneggiamenti.
La consigliera Marino, che, di recente, ha provocatoriamente chiesto telecamere di sorveglianza per scoraggiare i furti di ciclamini nelle aiuole comunali, ha ricordato come il Sindaco, all’inizio della sindacatura si fosse impegnato per un programma profondo di videosorveglianza.
Le telecamere ci sono, anche numerose, ma mancano nei punti nevralgici, i consiglieri vogliono avere una mappatura per poter suggerire meglio nuove installazioni, c’A? un problema di sicurezza che non può essere ignorato, la valenza della telesorveglianza A? ormai acclarata, ma ci sono da fare i conti con le spese che non possono garantire una copertura totale e le questioni legate alla privacy che limitano l’installazione di un ”grande fratello” che controlli ogni movimento in città.
L’intervento del Capitano Ravallese ha chiarito tante cose e ha, di fatto, ridimensionato le pretese e le ambizioni dei consiglieri, perché la videosorveglianza A? sottoposta, in ogni caso, all’approvazione della Prefettura che valuta ogni richiesta che perviene, non solo dalla città, dai cittadini, eventualmente dai consiglieri comunali, ma soprattutto dalle Forze dell’Ordine, le cui richieste, come A? ampiamente comprensibile, si basano su precise e professionali valutazioni per esigenze di sicurezza e ordine pubblico.
La pianificazione dell’installazione di nuovi impianti A? inserita nel contesto del Patto Ragusa Sicura, la Prefettura valuta le diverse istanze e decide, il Comune A? chiamato a sostenere le spese, che non sono solo quelle dell’acquisto delle telecamere, ma comportano assistenza, manutenzione, server e custodia dei dati, oltre alla centrale operativa che, di recente, è stata oggetto di una apposita delibera per il suo rinnovo.
La visione data dalla telecamera A? disponibile per tutte le Forze dell’Ordine, mentre le registrazioni sono in carico alla centrale operativa.
I chiarimenti sulla materia, del Capitano Ravallese, hanno ridimensionato la portata delle richieste dei consiglieri che, in effetti, hanno mostrato delle perplessitè in ordine a meccanismi di cui non avevano contezza.
PiA? volte, in Consiglio Comunale sono state lanciate istanze di nuove installazioni, spesso l’amministrazione è stata accusata di sottovalutare i problemi della sicurezza, ma tutto deve passare, oggi, dalla Prefettura, peraltro con tempi che, secondo quanto A? emerso, prevedono due o tre riunioni all’anno.
Non A? semplice come si pensa, non si può agire indipendentemente, c’A? tutta una trafila che impone tempi lunghi, sempre condizionati alle disponibilitA? economiche dell’ente e alle somme dedicate in bilancio.
è stato rilevato come dalle prime 12 telecamere iniziali, si sia pervenuti a 90 telecamere, sul territorio, questo durante il periodo dell’amministrazione Piccitto che si è, dunque, impegnata in tema sicurezza, anche se le telecamere, in relazione alle aspettative, come deterrente, sono sempre poche.
I programmi di installazione più corposi sono quelli, afferenti sempre al Patto per Ragusa Sicura, di 32 telecamere esterne per le scuole, riferibili ad interventi decisi nel 2016 e il piano di controllo degli ingressi di Marina di Ragusa, voluto dalla Prefettura su precisa istanza delle Forze dell’Ordine.
Il Capitano della Polizia Locale ha anche evidenziato come sul bilancio generale influiscano le spese di manutenzione che si rendono necessarie per la vetustA? di alcuni impianti, oltre all’esigenza di approfittare delle ultime tecnologie, naturalmente più costose, che permettono la visione notturna e la lettura delle targhe, con possibile verifica della copertura assicurativa e della revisione.
è stato anche evidenziato come un programma di intervento per obiettivi sensibili è stato dirottato, nel 2015, al servizio degli stabili del Tribunale, su specifica richiesta.
Non solo il centro storico ha una buona copertura di controllo, anche la contrada di San Giacomo è stata oggetto di una particolare pianificazione, e continua ad esserlo.
In pratica A? venuto fuori che il Comune ha risposto puntualmente alle istanze, i problemi vengono dai tempi lunghi di autorizzazione della Prefettura, ci sono telecamere acquistate che attendono solo il via per essere installate.
Per l’anno 2017-2018, i fondi previsti, a disposizione, circa 40.000 euro, sono impegnati, come spesso accade, i consiglieri comunali avanzano istanze ma dimenticano di prevedere, in sede di approvazione di bilancio, quanto meno, le proposte opportune finalizzate ai bisogni esposti.
I consiglieri, ordinariamente mal disposti verso l’amministrazione, hanno capito come funzionano le cose, qualcuno ha chiesto di avere un filo diretto con la Prefettura, con chi si occupa della problematica, ma appare assai difficile che l’Ente di Governo del Territorio possa avere due interlocuzioni oltre quella istituzionale, una condizione che, forse, allungherebbe, ulteriormente i tempi.
Una attività complessa, quella della videosorveglianza, che va programmata con molto anticipo e per la quale, soprattutto, vanno stanziate somme adeguate.

Categoria: Attualità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. Compila tutti i campi obbligatori*

Utilizzando questo strumento acconsento al trattamento dei miei dati personali secondo quanto descritto nell'Informativa sulla Privacy