Corfilac problema ancora irrisolto, si teme per il futuro dei lavoratori

Corfilac problema ancora irrisolto, si teme per il futuro dei lavoratori

Intervento del segretario generale CGIL FLAI sulla questione CoRFiLaC:

Ci tocca, per l’ennesima volta, ritornare sulle criticità dell’ente consortile “Corfilac”, perché riteniamo che, trascorsi già sei mesi del 2018, esso è sostanzialmente nelle difficoltà di sempre.
Il Corfilac si trova, anche adesso, davanti ad una gestione delle emergenze che lo attraversano senza l’adeguato sostegno della Regione.
Senza tema di essere smentiti, possiamo dire che l’ente è stato vittima illustre dell’inadeguata politica del precedente governo regionale, che non è riuscito, in 5 anni, a risolvere le tantissime difficoltà che esso presentava.
E’ rimasto irrisolto il problema della riforma dello statuto, prorogando per un anno quello originario scaduto; non è stata definita adeguatamente la questione delle poste economiche da assegnargli per consentire all’ente di programmare le attività con serenità e con efficacia, se non la scelta nefasta di attribuirgli risorse risicate, quasi all’osso, non sufficienti per pagare gli stipendi degli operatori, quindi senza possibilità di avviare progetti e programmazione di attività né di ricerca né di sostegno alla zootecnia.
L’attuale governo regionale, dopo 10 mesi di legislatura, in continuità con quello precedente, si è limitato sin qui, anch’esso, a prorogare di una annualità il vecchio statuto, la cui vigenza scadrà il prossimo 31 dicembre 2018.
Non si conosce ancora se le parti interessate (Università di Catania, Regione e altri soci) siano pervenute ad oggi ad un accordo sul ruolo che l’ente consortile dovrà assolvere nelle politiche zootecniche regionale e, conseguentemente, quale assetto statuario attribuirgli.
Temiamo che ancora una volta si arriverà a fine anno ad un’altra proroga annuale dello statuto. Nulla fa pensare che le parti stiano lavorando per definire il nuovo statuto e se tra loro si sia raggiunto una comune concezione dell’ente. Senza voler essere pessimisti pensiamo che tutto resterà bloccato, finché una parte non prevarrà sull’altra o le altre per ragioni di sottogoverno, con la riproposizione delle assurde beghe dei mesi scorsi.
Il governo regionale e la sua maggioranza, anche qui, in pieno ricalco della precedente maggioranza, hanno stanziato nella finanziaria 2018 per l’anno in corso risorse alquanto limitate.
Prende corpo giorno dopo giorno la preoccupazione che, se le risorse stanziate dovessero restare tali, già dal prossimo mese comporteranno per tutti gli operatori la collocazione a part-time dei loro rapporti di lavoro, con buona pace di coloro che puntano da sempre a distruggere, in questo territorio, uno strumento che pensiamo potrà sempre più essere punto di forza e di innovazione della filiera zootecnica.
Riteniamo che l’attuale governo, che ama definirsi il governo del cambiamento, sul Corfilac debba dare segnali ben precisi di una politica tesa a valorizzarlo pienamente. A cominciare con l’approvazione del nuovo statuto, con vigenza decennale, che sappia mettere di nuovo l’ente consortile in carreggiata, facendogli riprendere il ruolo che merita e che in passato ha meritato, allontanando da esso l’ombra della morte che lo precede a seguito di scelte discutibili e poco serie fin qui poste in essere dai diversi soggetti che se lo sono contesi. E definendo una volta per tutte la questione economica, ossia le risorse necessarie che servono per dare la possibilità al Corfilac di programmare ed assolvere efficacemente le finalità statutarie per cui è oltre vent’anni addietro è stato costituito.
Temporeggiare, lasciare che le cose si tolgano di mezzo da sole, per annientare una esperienza che invece va sostenuta ed arricchita, non costituisce il modo adatto per pensare realmente di aiutare lo sviluppo di questo spezzone di territorio e di quello siciliano.
Vanno fatte scelte pensare e lungimiranti, affrancate dai giochetti di bottega.
Per capire quali solo gli obiettivi del governo sul Corfilac la Cgil chiederà un incontro, prima, con l’Assessore alla Agricoltura e, successivamente, attiverà un percorso di audizione con le Commissioni regionali competenti in seno all’Ars.
E’ necessario in primo luogo incrementare le risorse appostate in finanziaria. Quel 1.100.000 euro stanziati sono l’indice di scarsa attenzione per questo territorio.

Categoria: Attualità

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