Tringali sfiducia, di fatto, l’operato del suo successore Ilardo

Tringali sfiducia, di fatto, l’operato del suo successore Ilardo

E’ destino che la poltrona, ambita, di Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, debba essere spesso al centro di roventi polemiche.
Questa volta, tocca a Ilardo, che vede messe in discussione le sue decisioni per l’elezione del Presidente della Commissione Trasparenza.
Già in aula, nel corso della seduta ispettiva ci sono state accuse esplicite sul mancato rispetto delle normative, che non hanno avuto seguito all’interno del Consiglio Comunale ma sono state, sostanzialmente, avallate, da esponenti politici vicini alla maggioranza che hanno eccepito riserve sul comportamento del Presidente del Consiglio e hanno espresso riserve su un atteggiamento, stranamente, debole dei grillini.
La questione gira, al di là delle dicerie sulla vicinanza fra D’Asta e la maggioranza di governo della città, sull’atteggiamento di Ilardo che suffraga queste voci.
Come specificato in aula, il regolamento parlerebbe chiaro e il nome del Presidente della Commissione Trasparenza deve essere indicato dai capigruppo di minoranza.
Ove non si raggiungesse l’accordo, il Presidente deve indicare il nominativo fra i componenti di minoranza della commissione.
Non sarebbe prevista una votazione in commissione, la scelta, eventuale, del Presidente, dovrebbe propendere per il gruppo maggiormente rappresentativo delle minoranze, quindi i 5 Stelle.
Questo dettano i libri di politica, quella vera, quella antica, che Ilardo fa mostra di conoscere per antica appartenenza, quella scevra da accordi strani e sottobanco che, in certe situazioni, non si addicono alla vantata buona politica.
E questo non lo diciamo noi, ma gente che di politica se ne intende.
La situazione non è di quelle che si possono tralasciare, perché, ove fosse acclarato il mancato rispetto delle normative, fra l’altro non per un errore ma per una precisa strategia, ne andrebbe la credibilità e l’affidabilità di un Presidente del Consiglio che non dovrebbe temporeggiare a trarre le dovute conclusioni

La questione, di colpo, va oltre le schermaglie d’aula perché il finora troppo tranquillo Tringali, ancora in disintossicazione dalla dura campagna elettorale che lo ha visto avvinghiato dalle maglie gelatinose e appiccicose dei 5 Stelle di Ragusa, ha pensato di inviare una nota al Segretario Generale per chiedere di verificare le decisioni assunte per l’indicazione del Presidente della Commissione Trasparenza che, secondo Tringali, sarebbero meritevoli dell’autorevole approfondimento normativo da parte della massima carica non politica del Comune.
A questo punto, è urgente un chiarimento dalle massime autorità comunali, per sgombrare il campo da ogni dubbio e per sapere se il regolamento dovrà essere derubricato a carta per appunti.
La nota di Tringali, in alcuni passaggi, è stringente, per il fatto che D’Asta sia stato indicato dai presenti alla seduta e non dai capigruppo, peraltro, per stessa ammissione di Ilardo in aula, non convocati ufficialmente e non contattati se non separatamente, in maniera informale.
Assordante il silenzioso clamore che riporta l’art 25 del Regolamento e, segnatamente, il comma 3, un pugno nello stomaco, per una maggioranza ritenuta oro colato, leggere di un ‘determinante contributo per l’elezione del Presidente della Commissione Trasparenza’ ritenuta, a buon diritto, commissione comunale strategica.
Tralasciamo il fatto che la designazione del Presidente doveva entro 10 giorni dalla nomina dei componenti della commissione stessa.
La richiesta perentoria di assumere decisioni conseguenti alla verifica di quanto segnalato, lascia poco spazio ad interpretazioni di vario genere.
Una situazione veramente imbarazzante per la città, che sembra assistere alla caduta degli dei, appena innalzati sull’Olimpo di Palazzo dell’Aquila.

Questo il testo della nota inoltrata, in giornata, da Antonio Tringali:

Al segretario generale
e p.c.
Al Sindaco di Ragusa
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Dirigente settore I

Con la presente, lo Scrivente intende esporre alla S.V. quanto accaduto nel corso della riunione della Commissione Trasparenza del Comune di Ragusa, tenutasi per l’elezione del Presidente.
Le decisioni assunte in tale seduta, infatti, ad avviso dello Scrivente illegittime, appaiono meritevoli di un Suo autorevole approfondimento normativo.

Nel corso della riunione i presenti hanno indicato quale Presidente della Commissione Trasparenza, il consigliere comunale Mario D’Asta, con 7 voti favorevoli rispetto ai 2 ottenuti dal consigliere comunale Alessandro Antoci.

Si sottolinea, a tal proposito, l’irritualità e l’illegittimità della decisione assunta, in quanto essa risulta in totale contrasto con quanto previsto dall’articolo 25 del Regolamento Comunale, che regola le procedure di funzionamento della Commissione stessa, il quale al comma 3 prevede testualmente: “Il Presidente sarà scelto tra i membri della Commissione appartenenti ai gruppi di minoranza e sarà designato congiuntamente dai Capi gruppo di minoranza”.

È evidente, secondo quanto consta allo Scrivente, che tale decisione è stata assunta in maniera diametralmente opposta a quanto previsto e raccomandato dal Regolamento, specie alla luce della particolare funzione di una commissione comunale strategica quale quella citata.

Vale la pena sottolineare altresì come l’elezione a Presidente del consigliere D’Asta, ottenuta con il determinante contributo dei membri della maggioranza consiliare, sia in totale contrasto, oltre che formale, con lo spirito dell’articolo 25, che mira a tutelare proprio il raggio d’azione dei consiglieri comunali di minoranza.

Una modalità, quella scelta, totalmente errata quindi, a parere dello Scrivente, sia nella forma che nella sostanza. Vale la pena riportare, inoltre, quanto previsto al comma 3 del medesimo articolo 25, poco oltre e che si riporta testualmente. “Nel caso di mancata designazione entro dieci giorni dalla nomina dei componenti della Commissione provvederà il Presidente del Consiglio nell’ambito dei componenti appartenenti ai gruppi di minoranza”. Tale procedura, prevista espressamente dal Regolamento, è stata invece totalmente ignorata dai membri della Commissione presenti alla riunione, i quali hanno invece scelto la modalità prevista per l’elezione non del Presidente, bensì del Segretario: “La Commissione sceglierà tra i propri membri con voto segreto ed a maggioranza relativa, il Segretario”.

Si chiede pertanto che la S.V., in qualità di massimo garante del corretto funzionamento delle Commissioni Consiliari, provveda immediatamente a verificare quanto riportato dallo Scrivente, acquisendo il verbale della seduta e verificando se esso, come emerge dalla lettura dell’articolo 25, sia in contrasto o meno con quanto previsto dal Regolamento Comunale, assumendo le decisioni conseguenti e consentendo un pronto ed immediato ripristino della legittimità degli atti e delle procedure, ma soprattutto del funzionamento di una commissione centrale quale quella citata.

Si richiede, ad ogni buon fine, riscontro scritto alla presente entro il termine di giorni 5, al fine di evitare che eventuali decisioni assunte da una Commissione operante in maniera illegittima, compromettano il corretto funzionamento dell’Ente.

Il Consigliere Comunale

Antonio Tringali

Categoria: Politica

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