“Domenica scorsa ho rassegnato le mie dimissioni da assessore. È stata una decisione maturata nel tempo, frutto di un’attenta riflessione e di un confronto schietto con il sindaco e con altre figure con cui ho condiviso il percorso politico-amministrativo”. E’ quanto afferma Mario D’Asta che, in un lungo post sui social, mette in evidenza le ragioni della propria decisione.
“Voglio essere chiaro – continua – non si tratta di una resa. Non ho deposto le armi: non appartiene al mio carattere. Ma neanche un inutile attaccamento alla poltrona poteva rappresentare una scelta plausibile. Ragusa, la nostra città, vale prima del mio destino personale. Le dimissioni, stante le condizioni fino a domenica scorsa, hanno rappresentato un gesto di responsabilità verso la nostra comunità. Una scelta conseguente alla presa d’atto del perpetuarsi di decisioni – o non decisioni – che hanno depotenziato l’azione amministrativa per una città ancora più verde, pulita, ordinata e decorosa. Esattamente come io la immaginavo. La politica, per me, è e deve rimanere uno strumento di cambiamento concreto. Quando vengono meno le condizioni politiche, amministrative, economiche e gestionali necessarie a rendere efficace l’azione del cambiamento, è doveroso prenderne atto”.
“Nelle deleghe che mi erano state affidate, senza gli strumenti adeguati – prosegue D’Asta – non avrei potuto dare a Ragusa le risposte che merita. E lo ribadisco: senza strumenti reali non avrei potuto servire la mia – la nostra – città.
Io non sono fatto per “scaldare la sedia”, né per difendere una poltrona o uno stipendio. Ho scelto – e voglio continuare a scegliere – un percorso di coraggio, speranza e di fiducia nel fatto che le cose potranno cambiare davvero.
Mi riferisco soprattutto alle deleghe che mi erano state assegnate, che ritengo non siano mai state così centrali nell’agenda di questa Amministrazione. Il punto non sono le mie dimissioni: il punto sono le mancate risposte sui quei temi che riguardano Ragusa”.
“La politica ha bisogno di scelte nette, non di accomodamenti. Per questo ho fatto un passo indietro: una decisione non semplice, certamente sofferta e rispettosa del ruolo istituzionale che ho avuto l’onore di ricoprire. Ho sempre considerato la politica e le istituzioni strumenti al servizio dei cittadini, non un fine personale. E non è la prima volta che rinuncio a una carica per questa convinzione. Fare l’Assessore è una scelta, non un obbligo. E va onorata fino in fondo. Ho servito la città e mi sento orgoglioso per averlo fatto, per quello che ho potuto con le tante difficoltà presenti. Ma poi bisogna saper dire basta quando serve. Adesso mi prenderò una pausa per rigenerarmi, per riflettere, per concentrarmi sul mio percorso professionale, ma continuerò a seguire la vita politica e le esigenze della nostra città da semplice cittadino, con lo stesso amore e lo stesso senso civico di sempre.
È un sentimento che mi appartiene, indipendentemente da ogni ruolo”.
“Mi dispiace non poter restare in Consiglio comunale, dopo essere stato eletto per la terza volta consecutiva con un consenso sempre crescente. Il sostegno degli amici, degli elettori, dei simpatizzanti, delle associazioni e dei comitati è un legame profondo che farò di tutto per non interrompere. “Nella vita c’è sempre un arcobaleno dopo la tempesta, ma bisogna saperlo disegnare dentro la nostra anima”. E nei giorni scorsi, a Ragusa, è già nato un nuovo arcobaleno, almeno per me.
Nessun rancore, col sorriso di sempre. Nei prossimi giorni terrò una conferenza stampa per illustrare nel dettaglio le ragioni di questa scelta e per condividere apertamente il mio punto di vista. In quella sede farò anche i necessari ringraziamenti.
Avrei voluto convocarla prima, ma impegni personali non me lo hanno consentito”.











