Anche il cielo oggi pomeriggio ha pianto le sue lacrime. Per dare l’addio, così come ha fatto il resto della comunità locale, a Flavio Dimartino. Si sono tenute in cattedrale le esequie funebri per salutare il 19enne che è venuto a mancare in modo tragico lo scorso 27 dicembre a causa di un tragico incidente stradale sulla strada che da Ragusa conduce a Santa Croce (foto Bracchitta). Il corteo che si sarebbe dovuto tenere da piazza Libertà sino alla cattedrale non si è potuto svolgere per le avverse condizioni meteo

I funerali sono stati presieduti da don Franco Ottone mentre a concelebrare c’erano anche don Maurizio Di Maria, parroco di Santa Maria Regina, e don Filippo Bella, parroco della Nunziata, entrambe chiese di Ragusa. Presenti anche il sindaco, Peppe Cassì, il vicesindaco Gianni Giuffrida, gli assessori Elvira Adamo, Giovanni Gurrieri, Simone Digrandi e Andrea Distefano in rappresentanza dell’amministrazione comunale. Il presidente del Consiglio comunale, Fabrizio Ilardo, ha invece rappresentato il civico consesso. Numerosi gli amici e i parenti presenti in cattedrale per ricordare la figura di Flavio, da tutti molto amata e apprezzata. Il sacerdote Franco Ottone ha cercato di usare parole di conforto per i genitori, consapevole della gravità di una perdita che non potrà mai essere colmata.

Flavio Dimartino era riuscito a superare le selezioni dei test di Medicina per la facoltà di Pavia. Era da tutti considerato come una persona studiosa che, di certo, avrebbe raggiunto traguardi importanti. Lascia un grandissimo vuoto in tutte le persone che lo hanno conosciuto.

Alcuni passaggi dell’omelia di don Franco Ottone: “Si può essere giovani e vivere bene, divertirsi sì ed è giusto ma senza distruggersi. Non era il caso del nostro carissimo Flavio. Perché Flavio si divertiva, e per chi lo conosceva lo sa, in maniera sana. Flavio ha amato la cultura, l’arte, la lettura, lo sport l’amicizia. Nulla di tutto questo ha tolto qualcosa alla sua vita, piuttosto l’ha resa piena. Cari giovani, divertitevi ma non bruciate la vostra vita perché preziosa. E noi non dobbiamo aspettare un funerale per dire che la vita è preziosa. Preghiamo anche per il giovane che è in ospedale perché questa prova diventi rinascita. E infine una parola personale che dico anche a nome della preside del nostro istituto, il liceo Scientifico di Ragusa, di tutti gli insegnanti, della scuola intera. Io come sacerdote sono felice di avere avuto Flavio come alunno, è stato uno di quei giovani che rendono più bella la vita di un prete. Grazie Flavio per l’affetto che mi hai mostrato fin dal primo giorno di liceo. Signore, trasforma le nostre lacrime in danza. Diceva Sant’Ireneo: noi siamo la gloria del Dio vivente, Flavio tu sei stato la gloria del Dio vivente, tu sei stato quell’alunno che ogni preside vorrebbe nel proprio istituto, quell’alunno che ogni insegnante vorrebbe nella propria classe, quel giovane che ogni prete vorrebbe nella propria parrocchia, quel ragazzo che ogni comitiva vorrebbe nella sua. Ti voglio affidare alla Madonna, ti affidiamo a colei che ha tenuto in braccio Gesù morto”.









