E’ iniziato oggi il processo che vede come imputati i titolari della casa di riposo “Villa Ortensia”, Margherita Di Raimondo, e il compagno, Salvatore Germanà, difesi dall’avvocato Aniello Chianese del Foro di Napoli. Sotto processo anche altre sette persone denunciate a piede libero. L’istruttoria ha preso il via con i primi testi dell’accusa, tra cui i tre firmatari della denuncia-querela presentata ai Nas che ha fatto decollare l’indagine.
La prima, una cuoca, rispondendo per oltre un’ora alle domande del pm Gaetano Scollo, ha negato tutte le accuse sostenendo di avere sottoscritto la denuncia senza leggerla e che era stata una collega ad illustrarla oralmente ai carabinieri del Nas mentre lei era distratta dal telefonino. Il presidente del collegio del Tribunale, Vincenzo Ignaccolo l’ha ammonita più volte dicendole che doveva dire la verità visto che in caso contrario rischiava un procedimento penale per falsa testimonianza o calunnia. Il secondo firmatario della denuncia giovedì ha inviato una nota per ritirare la querela. Il presidente ha detto che in ogni caso per alcuni reati si procede d’ufficio.
Anche questo teste ha dichiarato di avere firmato le 4 pagine di denuncia senza prima leggerle, anche lui distratto dal cellulare. Ma perché ha deciso di ritirare la denuncia solo 24 ore prima dell’udienza – ha chiesto Ignaccolo? Il teste – che svolgeva il compito di puliziere – ha detto che aveva avuto diversi problemi. Assente, invece, la terza firmataria. Sarà sentita il 20 marzo. I coniugi liberi dopo 8 mesi di arresti domiciliari scattati il 7 gennaio nell’ambito dell’inchiesta dei Nas dei cc per maltrattamenti ed abbandono di persona incapace.










