La comunità dei fedeli di Giarratana ha celebrato l’apertura dei tradizionali festeggiamenti in onore di Sant’Antonio abate con il suono a festa delle campane e lo sparo di colpi a cannone. Sabato scorso, in basilica, i componenti del comitato dei festeggiamenti e i fedeli, sotto la guida del vicario parrocchiale, il sacerdote Johns Avuppadan, hanno reso onore al seicentesco simulacro che raffigura il santo. Simulacro che, tra l’altro, proprio quest’anno celebra il IV centenario dalla sua realizzazione. Il tradizionale rito della traslazione dalla cappella all’altare maggiore si è rivelato un momento che, come sempre, è molto sentito dai devoti e dai fedeli perché intriso di significato simbolico che, anno dopo anno, viene ripetuto in maniera rituale per mettere in evidenza il grande legame esistente tra i giarratanesi e la figura di Sant’Antonio abate nel contesto di una delle celebrazioni religiose invernali più gettonate dall’intera cittadinanza.
Le celebrazioni di ieri sono state, invece, caratterizzate dai riti in suffragio dei defunti del terremoto del 1693. Domani, martedì 13 gennaio, si continua con la celebrazione eucaristica in programma alle 18 in basilica, animata dal comitato di Sant’Antonio abate. Alle 19, poi, ci sarà il momento di preghiera e di agape fraterna con tutti i membri del comitato. La serata è aperta a tutti. Il sostegno ai solenni festeggiamenti, con la doppia processione in programma per domenica 18 gennaio, arriva, tra gli altri, dall’azienda Gali group trasporti & logistica di Ispica che cura l’aspetto mediatico della manifestazione religiosa e riserva grande attenzione a eventi di questo tipo che si svolgono nei piccoli centri dell’area iblea. L’inizio del triduo è previsto per giovedì 15 gennaio.










