La comunità della Ss. Annunziata di Ispica e, in modo particolare, l’associazione cattolica “Don Bosco” dei devoti e portatori del Ss. Cristo con la Croce si prepara a vivere i festeggiamenti in onore di San Giovanni Bosco, in programma da sabato 24 gennaio a domenica 1° febbraio. I festeggiamenti 2026 saranno impreziositi dall’arrivo dell’Insigne reliquia della lingua e della laringe (apparato fonico) di don Bosco.
Sabato, alle 16, è prevista l’accoglienza della reliquia in piazza Padre Pietro Iabichella, con l’animazione a cura dei soci dell’associazione cattolica Don Bosco, dei ragazzi dell’Acr e di tutti i gruppi parrocchiali. Seguirà la processione verso la basilica, accompagnata dall’orchestra di fiati “Santa Cecilia”, che percorrerà le vie D’Azeglio, Cantù, corso Vittorio Emanuele, Bellini e Dante dove si terrà un momento di preghiera nel luogo in cui sorgeva l’oratorio dei Salesiani durante la loro permanenza ad Ispica dal 1945 al 1951.
La processione proseguirà poi lungo corso Garibaldi fino all’arrivo in piazza Ss. Annunziata. Alle 17 è previsto un momento di riflessione sulla figura di don Bosco con tutti i gruppi della catechesi. Alle 18 si terrà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Salvatore Rumeo, vescovo di Noto. A seguire, la benedizione della nuova casa parrocchiale, intitolata a San Domenico Savio.
«La lingua e la laringe di Don Bosco – spiega il parroco, don Manlio Savarino – sono esposte alla venerazione dei fedeli in un reliquiario. Esse richiamano in modo potente la forza della parola, strumento centrale del suo ministero e simbolo della missione che Dio gli ha affidato: annunciare il Vangelo, educare i giovani, creare relazioni fondate sull’amore, sulla fiducia e sulla speranza. Venerare questa reliquia e accompagnarla in processione significa “vedere” ancora Don Bosco in cammino tra la gente, soprattutto tra i giovani».
«Il suo arrivo a Ispica – prosegue don Savarino – luogo in cui i padri Salesiani hanno prestato servizio tra gli anni Quaranta e Cinquanta dello scorso secolo, è motivo di grande gioia e anche un privilegio. La reliquia, infatti, è stata esposta per la prima volta alla venerazione dei fedeli solo nel 2025 e il pellegrinaggio a Ispica rappresenta, in assoluto, la seconda esposizione pubblica». «La parola di don Bosco – continua il parroco – pronunciata con coraggio, semplicità e passione, continua a parlare oggi alla Chiesa e al mondo, richiamando tutti alla centralità della Parola di Dio nella vita cristiana. Ciò che è stato umilmente al servizio di quella Parola non è stato oggetto di corruzione, diventando segno eloquente della grazia ricevuta. Don Bosco fu davvero un uomo di parole: parole capaci di educare, consolare, correggere e aprire alla vita».
«Fin dall’infanzia, come emerge dal celebre sogno dei nove anni, comprese il potere del linguaggio e della relazione, imparando che non sono la durezza o i colpi a cambiare i cuori, ma la dolcezza, la verità e l’amore. Per lui la parola divenne progetto di vita, dono totale ai giovani. La presenza dell’Insigne reliquia nella nostra basilica è dunque un forte invito a riscoprire una comunicazione che nasce dal cuore, che costruisce relazioni e che conduce a Cristo. Sarà un tempo di preghiera, riflessione e comunione, nel quale affidare a San Giovanni Bosco i giovani, le famiglie e l’intera comunità di Ispica» conclude il parroco.









