Il calore umano che sostiene chi attraversa momenti difficili: è questa l’immagine destinata a restare impressa nel cuore di quanti, in questi giorni, hanno varcato la soglia del Ristoro di San Francesco a Ragusa.
In un luogo dove si incrociano quotidianamente storie di fatica e di speranza, la fiaccola della solidarietà si è riaccesa grazie al Lions Club Ragusa Host, guidato dalla presidente Carmen Occhipinti.
Con un’iniziativa che supera la mera beneficenza, il Club ha offerto non solo 260 pasti caldi e nutrienti alle famiglie più vulnerabili della città, ma soprattutto tempo, ascolto e vicinanza.

Nelle due giornate simbolicamente adottate dal Club, i soci Lions hanno scelto di farsi prossimi ai bisogni tangibili e a quelli più discreti, indossando il grembiule e mettendosi al servizio della comunità con mani e cuore. Un impegno tanto più significativo perché avviato nel periodo ordinario, dopo le luci e le tavole imbandite delle festività: un segnale forte, che ricorda come la gentilezza autentica debba diventare abitudine quotidiana, e non rimanere confinata alle occasioni speciali.
Mani operose e sorrisi sinceri hanno affiancato gli instancabili volontari della Caritas nella preparazione di tortellini al ragù, scaloppine ai funghi, frutta e panettone, fino a un menù a base di pesce, offrendo così non solo sostentamento, ma anche il gusto della condivisione e il rispetto della dignità di ciascuno.

Un servizio vissuto fianco a fianco con l’ingegnere Biagio Ciarcià, presidente della zona 21, e con la presidente Carmen Occhipinti, trasformando ogni incontro in un’occasione di crescita reciproca.
Il ringraziamento della Caritas diocesana suggella questa esperienza, rendendo merito a chi ha posto il bene comune al centro. Risuonano chiare le parole della presidente Occhipinti, che fa proprie queste parole: «Dove c’è bisogno, lì nasce il dovere di servire».
È la sintesi di un Lionismo che, dal 1917, costruisce ponti di speranza e solidarietà. «Alla fine – sottolinea la presidente – non conta solo ciò che si fa, ma come lo si fa e quanto cuore si è disposti a mettere. Come sempre, abbiamo sperimentato che c’è più gioia nel dare che nel ricevere». E davvero, nell’incontro tra le mani che offrono e quelle che accolgono, si rivela la bellezza di sentirsi, ogni giorno, parte della medesima grande famiglia umana.








