Un episodio drammatico ha scosso la città di Modica lo scorso gennaio, quando un uomo, travolto da una crisi personale, ha seminato il panico negli uffici comunali. Il 9 gennaio, il modicano, ora sotto processo davanti al giudice monocratico del tribunale di Ragusa, si è presentato al municipio con intenzioni tutt’altro che pacifiche: voleva incontrare la sindaca per chiedere denaro, ma, trovandola assente, ha perso il controllo. In un momento di furia, ha preso una tanica di benzina destinata a un decespugliatore, riversandone il contenuto sul pavimento e minacciando di incendiare l’ufficio. Solo il tempestivo intervento della polizia municipale e dei carabinieri ha evitato il peggio, portando all’arresto dell’uomo.
La vicenda è proseguita oggi in aula, dove il difensore dell’imputato, l’avvocato Giovanni Bruno, ha chiesto che il proprio assistito venga giudicato con rito abbreviato condizionato alla presentazione di documenti, depositando due perizie psichiatriche già prodotte in procedimenti paralleli. Tra le richieste, anche la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, permettendo all’uomo di continuare i trattamenti terapeutici presso il Dsm e il Sert.
Il giudice ha accolto la richiesta del rito abbreviato, ma ha ritenuto necessaria una nuova perizia psichiatrica, fissando l’udienza per il conferimento dell’incarico al prossimo 18 febbraio. In aula, l’imputato ha voluto rilasciare spontanee dichiarazioni, raccontando di sentirsi meglio e di seguire regolarmente le terapie in carcere, aggiungendo che i fatti sono avvenuti in un momento di profondo crollo psicologico. Il giudice, considerando le sue parole, ha richiesto il parere del pubblico ministero sulla possibilità di concessione degli arresti domiciliari, riservandosi la decisione finale.










