La Diocesi di Ragusa ha scelto di affidare ai giovani un’immagine potente, capace di parlare al cuore prima ancora che alla mente: la Terra vista dall’alto, come la vedrebbe Dio. È da questa visione che nasce “Terra in Pace…”, iniziativa che affonda le sue radici nella dimensione più profonda della fede, quella liturgica, che proclama la gioia della “pace agli uomini, che egli ama”.
Nella cattedrale di San Giovanni Battista, gremita di ragazze e ragazzi dell’ACR e del gruppo Ragusa 3 dell’Fse, il vescovo mons. Giuseppe La Placa ha scelto parole semplici e dirette, capaci di arrivare a tutti. «Questa è l’immagine che vogliamo portarci nel cuore: la terra guardata dall’alto, guardata con gli occhi di Dio, dove non ci sono differenze, dove tutti siamo fratelli, dove tutti ci vogliamo bene», ha detto rivolgendosi ai giovani. «Non hanno senso le guerre, non hanno senso le divisioni, non hanno senso le appartenenze che dividono anziché unire» (foto Bracchitta).
Il vescovo ha invitato i ragazzi a sentirsi parte attiva di un cammino di pace, non spettatori. «Se voi volete essere costruttori della pace del mondo, se volete essere profeti di speranza per questa nostra terra, dovete essere sale della terra e luce del mondo», ha affermato. Un richiamo forte alla responsabilità personale, alla capacità di incidere negli ambienti quotidiani con la semplicità dei gesti, la libertà del pensiero, la limpidezza del cuore.

Da qui l’immagine della stazione spaziale evocata dal vescovo come luogo simbolico, non fisico: un punto ideale da cui osservare il mondo con uno sguardo più ampio, più alto, più vero. «Dobbiamo salire in alto», ha detto La Placa. «Le cose dall’alto ci appaiono più belle, senza differenze, così come le ha volute Dio: in armonia e nella fratellanza tra gli uomini».
Il messaggio finale è stato un augurio, ma anche un mandato: «Vi auguro di essere sale che dà sapore, luce che illumina, aquile che volano alto per costruire un mondo di pace, di rispetto, di accoglienza, in cui davvero si fa festa nello stare insieme e possano cessare tutte le guerre del mondo».

“Terra in Pace…” non è solo un’iniziativa pastorale: è un invito a cambiare prospettiva, a guardare la realtà con occhi nuovi, a credere che la pace non sia un’utopia ma un cammino possibile, soprattutto se a guidarlo sono i più giovani.









