Si chiude con una condanna a un anno di reclusione, pena sospesa, il processo di primo grado per l’incidente avvenuto il 22 giugno 2019 sulla strada che conduce a Punta Braccetto, nel territorio di Santa Croce Camerina. Un sinistro che, dopo settimane di lotta tra la vita e la morte, costò la vita a un giovane che viaggiava a bordo di un motorino privo di targa. Il decesso sopraggiunse il 5 agosto 2019 all’ospedale Cannizzaro di Catania, dove il ragazzo era stato trasferito in condizioni disperate.
Secondo la ricostruzione, il motorino fu urtato da un furgoncino che procedeva nello stesso senso di marcia. L’impatto avvenne sulla ruota posteriore del mezzo a due ruote, provocando la caduta rovinosa del giovane sull’asfalto. Il conducente del furgone, un connazionale della vittima, finì fuori strada, in un terreno agricolo, senza riportare ferite.
Il camionista è stato processato per omicidio stradale. Il giudice monocratico del Tribunale di Ragusa ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato, applicando però le attenuanti previste dall’articolo 589‑bis, comma 7, che intervengono quando la colpa non è interamente attribuibile alla condotta del conducente. Una valutazione che ha inciso sulla misura della pena, poi sospesa.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Gianluca Nobile per conto dell’avvocato Sebastiano Sallemi, ha sostenuto che il suo assistito si fosse trovato davanti a una situazione improvvisa e imprevedibile, richiamando anche una sentenza della Cassazione. Una linea che non ha convinto il giudice, pur riconoscendo elementi attenuanti.
La sentenza dispone inoltre che l’imputato, insieme alla compagnia assicurativa, debba rifondere le spese legali sostenute dalla parte civile. La quantificazione del risarcimento sarà invece definita in sede civile. La difesa ha già annunciato l’intenzione di proporre appello.
Un caso che riporta l’attenzione sulla sicurezza delle strade del litorale e sulle dinamiche spesso complesse degli incidenti che coinvolgono mezzi leggeri, troppo spesso esposti a rischi elevati.









