Al termine di quasi quattro ore di camera di consiglio il giudice monocratico del Tribunale di Ragusa, Giovanni La Terra, ha condannato a 3 anni e 3 mesi, più interdizione dai pubblici uffici per 5 anni ed alla condanna generica al risarcimento con rinvio al giudice civile per la quantificazione, la donna modicana di 46 anni, accusata di abbandono di minore del piccolo Vittorio Fortunato.
Il pubblico ministero Marco Rota aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione. Per la condanna anche la parte civile mentre la difesa ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste per mancanza dell’elemento oggettivo del reato o perché il fatto non costituisce reato per mancanza dell’elemento psicologico del reato. Nella scorsa udienza il giudice aveva rigettato tutte le ultime richieste difensive. Il legale della donna aveva chiesto una nuova perizia psichiatrica per valutare la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti contestati. L’avvocato Angelo Iemmolo aveva anche chiesto la rinnovazione dell’esame di due testimoni. Il pm Marco Rota e l’avvocato di parte civile, Emilio Cintolo, si erano opposti. Il giudice La Terra aveva ritenuto che gli atti già acquisiti fossero sufficienti e che non vi fossero i presupposti per riaprire l’istruttoria.
L’imputata è la mamma naturale che aveva chiesto al compagno ragusano di accompagnarla in ospedale ma l’uomo aveva risposto che avrebbe pensato lui al ricovero. La difesa aveva depositato l’atto di appello che sarà discusso il 18 marzo avverso la seconda sentenza del Tribunale per i Minorenni di Catania che ha disposto nuovamente l’adottabilità del minore. Depositata anche la sentenza della Corte di Appello di Catania che aveva annullato la prima sentenza di adottabilità del bambino. Il piccolo, che adesso ha 5 anni, come detto è stato dichiarato nuovamente adottabile dal Tribunale dei Minori. Il padre naturale del bambino, un commerciante cinquantaseienne, condannato a 2 anni, è deceduto prima dell’Appello per cause naturali il 3 giugno del 2024. L’uomo era fiducioso che in appello sarebbe stato assolto. Per l’accusa il 4 novembre del 2020 simulò l’abbandono e ritrovamento davanti al suo esercizio commerciale a Ragusa. Il piccolo da quando aveva 20 giorni è stato affidato a una famiglia che vive fuori provincia. In aula presente anche la parte civile, la avvocato Claudia Parrino, tutrice del bimbo, rappresentata dall’avvocato Cintolo. La madre del bimbo è difesa dall’avvocato Iemmolo.









