La celebrazione del Venerdì santo a Comiso, con il suo fulcro nella basilica dell’Annunziata, si prepara a vivere uno dei momenti più intensi e identitari dell’intero anno liturgico. La giornata del 3 aprile, segnata dal digiuno, dall’astinenza e dalla tradizionale Giornata per la Terra Santa, richiama la comunità a un raccoglimento profondo, che trova nella liturgia pomeridiana e nella processione serale le sue espressioni più solenni. Nel pomeriggio, la celebrazione della Passione del Signore riunirà i fedeli attorno alla Liturgia della Parola, all’Adorazione della Santa Croce e alla Comunione eucaristica, in un clima di silenzio e contemplazione che da sempre caratterizza il Venerdì Santo. La basilica dell’Annunziata, cuore spirituale della città, diventa in queste ore il luogo in cui la memoria della Passione si intreccia con la partecipazione viva del popolo.
La processione serale, animata da tutte le comunità parrocchiali di Comiso, attraverserà le vie storiche del centro, portando per le strade i simulacri della Passione. È un rito che non appartiene solo alla tradizione religiosa, ma alla storia collettiva della città: un cammino che unisce generazioni, famiglie, quartieri. Le “vare”, spinte lungo i vicoli e le piazze, diventano il punto d’incontro tra il sacro e il popolo. Il gesto dei portatori, fatto di fatica, coordinazione, disciplina e devozione, racconta una spiritualità concreta, vissuta con il corpo prima ancora che con le parole. Ogni portatore custodisce un ruolo tramandato, un posto che non è solo fisico ma simbolico: un’eredità familiare, un segno di appartenenza, un modo per dire “ci sono” davanti alla comunità e davanti al Mistero che si celebra.
La tradizione dei “Nunziatari”, che vive con particolare intensità nei giorni del triduo pasquale, ricorda alla città il valore delle radici e della continuità. Essere portatore non è un semplice compito logistico, ma una responsabilità morale e spirituale: richiede disciplina, rispetto delle regole, conoscenza dei gesti e dei tempi, capacità di muoversi come un corpo unico. L’avanzare incessante delle vare, scandito dai richiami tradizionali, non è mai il risultato della forza del singolo, ma il frutto di un’azione collettiva che tiene insieme fede, identità e memoria. In un’epoca segnata da cambiamenti rapidi e da una progressiva perdita di riferimenti condivisi, la figura del portatore diventa un segno visibile della continuità della comunità, un linguaggio che parla attraverso la fatica, la festa e la devozione. A supportare sul piano mediatico le iniziative religiose in questione Gali group trasporti & logistica di Ispica.
Il Venerdì Santo a Comiso, con la sua liturgia solenne e la processione partecipata, conferma il ruolo centrale della basilica dell’Annunziata come luogo di fede e identità. Le celebrazioni del triduo pasquale diventano così un momento in cui la città si riconosce, si ritrova e rinnova il proprio legame con una tradizione che continua a vivere grazie alla partecipazione di tutti.










