Comiso torna a fare i conti con un episodio che scuote la comunità e riporta al centro dell’attenzione un problema ormai cronico: la sicurezza stradale. Un bambino di nove anni, di origini tunisine, è stato investito in via San Biagio mentre attraversava la carreggiata. L’impatto, avvenuto nei pressi di un distributore di carburante e di un bar molto frequentato, ha richiesto l’intervento immediato dei sanitari del 118, che hanno trasportato il piccolo all’ospedale di Vittoria. Ha riportato alcune fratture, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Il conducente dell’auto, una Ford Kuga, si è fermato per prestare soccorso, ma questo non basta a placare l’indignazione di una città che da tempo denuncia una situazione fuori controllo. Via San Biagio è una delle arterie più trafficate di Comiso, un tratto dove pedoni, residenti e automobilisti convivono in un equilibrio sempre più fragile. Eppure, nonostante i ripetuti appelli, poco è stato fatto per ridurre i rischi.
L’incidente di oggi non è un caso isolato: è l’ennesimo episodio che mette in luce criticità note e ignorate. Strade strette, attraversamenti poco visibili, velocità spesso eccessiva, scarsa vigilanza e un traffico che aumenta senza che aumentino le misure di prevenzione. A farne le spese, ancora una volta, è un bambino.
Le forze dell’ordine hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica, ma la domanda che molti si pongono è un’altra: quanto ancora bisognerà aspettare prima che si intervenga in modo strutturale? Quante altre famiglie dovranno vivere momenti di paura o tragedia prima che la sicurezza dei pedoni diventi una priorità reale?
Comiso non può permettersi di archiviare questo episodio come un semplice incidente. È un campanello d’allarme che suona da troppo tempo. Le strade della città devono tornare a essere luoghi sicuri, non tratti di rischio quotidiano. E la tutela dei più piccoli dovrebbe essere il primo punto nell’agenda di chi amministra.
Oggi un bambino è vivo per miracolo. Domani, senza interventi concreti, potremmo non essere altrettanto fortunati.










