La tragedia che ha colpito Ispica nei giorni di Pasqua continua a lasciare un segno profondo nella comunità. La salma del 36enne, Alessandro Scapellato (nella foto), precipitato nella scarpata sotto il Convento di Santa Maria di Gesù è stata restituita ai familiari, dopo che l’autorità giudiziaria – sulla base degli accertamenti effettuati – non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia. Un passaggio che segna una prima conclusione formale della vicenda, ma non certo emotiva: il dolore in città resta forte e diffuso.
Il recupero del corpo era avvenuto in condizioni estremamente difficili, in un’area impervia che aveva richiesto l’intervento congiunto di Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, forze dell’ordine e personale sanitario, con il supporto di un elicottero. Una scena complessa, che ha restituito l’immagine di un episodio improvviso e drammatico, ancora avvolto da interrogativi.
In città, intanto, il lutto è palpabile. L’uomo era molto conosciuto anche per la sua attività commerciale, e la notizia della sua morte ha scosso profondamente una comunità che vive questi giorni con un senso di smarrimento. Numerosi i messaggi di cordoglio, le parole di vicinanza, il silenzio rispettoso che accompagna la famiglia in queste ore.
La tragedia è arrivata in un momento dell’anno particolarmente sentito a Ispica: le celebrazioni pasquali, che tradizionalmente riempiono le strade di riti, processioni e partecipazione popolare. Quest’anno, però, il clima è inevitabilmente diverso. Il dolore ha lasciato un’ombra sulle festività, trasformando la Pasqua in un tempo di riflessione e raccoglimento.
La città resta in attesa di risposte più chiare sulla dinamica dei fatti, mentre il ricordo dell’uomo scomparso continua a unirla in un sentimento comune di commozione e solidarietà. Una Pasqua segnata dal lutto, che Ispica vivrà con il passo lento di chi porta nel cuore una ferita ancora aperta.









