La primavera di Monterosso Almo ha un suono, un colore, un respiro tutto suo. È il respiro antico della devozione a Maria Santissima Addolorata, regina e patrona del borgo montano ibleo, una delle feste più sentite e identitarie della comunità. Oggi, il paese vive uno dei momenti più intensi del calendario liturgico, immerso in un clima di attesa che profuma di tradizione e di fede condivisa.
Le celebrazioni, che culmineranno domenica nella giornata un tempo chiamata in Albis e oggi dedicata alla Divina Misericordia, prendono forma al santuario a cominciare da oggi, nel martedì di Pasqua, con la presenza del simulacro nell’altare maggiore. Un simulacro antico, carico di simboli spirituali, che non a caso richiama numerosi fedeli e devoti, pronti a stringersi attorno alla loro patrona.
In serata, alle 19, la comunità si raccoglierà per la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arciprete don Innocenzo Mascali, affiancato dal vicario parrocchiale don Salvatore Giaquinta. Subito dopo, il simulacro dell’Addolorata attraverserà le vie del paese in processione, accolto da canti, preghiere e da quel silenzioso moto del cuore che solo le feste patronali sanno generare. È il modo più autentico per scaldare l’anima del paese in vista del grande appuntamento di domenica 12 aprile, quando i festeggiamenti entreranno nel vivo.
Quindi, Monterosso si prepara a vivere un altro momento significativo: il simulacro della patrona torna tra la sua gente, percorrendo le strade del centro in un abbraccio che unisce generazioni e storie. L’immagine della Vergine, con il suo manto azzurro e la corona dorata, diventa icona di speranza e consolazione, guida silenziosa di un popolo che non smette di affidarsi.
La festa dell’Addolorata non è solo un evento religioso: è un rito collettivo che custodisce l’identità di Monterosso Almo, un legame che si rinnova ogni anno e che continua a raccontare la comunità del borgo montano. E mentre le campane suonano e le luci si accendono lungo il percorso, il paese intero ritrova la sua voce, la sua memoria, la sua fede.









