Sono 37.329 i cittadini disoccupati iscritti in conservazione ordinaria nella provincia di Ragusa, nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 67 anni. È il dato principale che emerge dalla Relazione Statistica Occupazione 2025 elaborata dall’Osservatorio CGIL Ragusa, un report che fotografa con chiarezza una situazione ancora critica, segnata da forti squilibri territoriali e da un persistente divario di genere. Nel dettaglio, i disoccupati uomini sono 17.478 (46,8%), mentre le donne risultano 19.851 (53,2%), con un gap di genere di 2.373 unità a svantaggio della componente femminile. In media, in provincia, si registrano circa 114 donne disoccupate ogni 100 uomini.
«Questi numeri raccontano una provincia che fatica ancora a trasformare la ripresa economica in occupazione stabile e di qualità – commenta il segretario provinciale della CGIL, Giuseppe Roccuzzo –. A preoccupare non è solo il dato assoluto, ma la sua distribuzione diseguale e il peso che continua a gravare sulle donne, troppo spesso escluse o espulse dal mercato del lavoro».
L’analisi territoriale evidenzia come oltre il 43% della disoccupazione provinciale sia concentrata nei soli comuni di Vittoria e Ragusa. Percentuale ovviamente calcolata sul numero dei cittadini disoccupati iscritti in conservazione ordinaria nella provincia di Ragusa e non in riferimento al numero degli abitanti di ogni singola città . Vittoria quindi conta 8.493 disoccupati (22,7% del totale), seguita da Ragusa con 7.761 (20,8%) e da Modica con 5.792 (15,5%). I primi tre comuni, insieme, arrivano a sfiorare il 60% dell’intero fenomeno provinciale, con 22.046 disoccupati complessivi. All’estremo opposto si collocano i comuni più piccoli, come Giarratana e Monterosso Almo, che registrano i numeri più bassi, anche in relazione alla minore densità demografica.
«Questa concentrazione – sottolinea Roccuzzo – dimostra che le politiche del lavoro non possono essere uniformi: servono interventi mirati, calibrati sulle specificità economiche e sociali dei singoli territori».
Il report mette in luce un divario di genere diffuso, ma non omogeneo. In quasi tutti i comuni le donne disoccupate superano gli uomini, con punte particolarmente elevate a Giarratana, dove le donne sono quasi il doppio degli uomini (207 contro 117), e a Pozzallo, che registra il più marcato squilibrio tra i centri medio-grandi, con circa 400 donne disoccupate in più rispetto agli uomini. Situazioni più bilanciate si riscontrano invece a Santa Croce Camerina e Scicli, mentre Ispica rappresenta l’unica eccezione in provincia, con 87 uomini disoccupati in più rispetto alle donne.
«Il gender gap occupazionale – afferma il segretario della CGIL – non è un dato neutro: è il risultato di scelte economiche, culturali e sociali che continuano a penalizzare le donne, soprattutto nei territori dove mancano servizi, welfare e opportunità di lavoro stabile». «Serve una strategia di lungo periodo – conclude Giuseppe Roccuzzo –serve conoscere e riuscire a coniugare il meccanismo di formazione con le reali esigenze produttive del territorio, superando il metodo del click-day come strumento per l’individuazione delle opportunità formative da erogare. Questo metodo spesso taglia fuori, in termini di formazione, ciò che realmente necessita il mercato del lavoro nel nome di una semplificazione che può rimanere fine a sé stessa. Occorre mettere al centro il lavoro dignitoso, che superi le disuguaglianze e restituisca prospettive reali a migliaia di famiglie della nostra provincia. I numeri non sono fredde statistiche: dietro ogni dato c’è una persona, una storia, un futuro sospeso».









