Un colpo studiato nei minimi dettagli, ma che potrebbe aver lasciato dietro di sé tracce decisive. Proseguono a ritmo serrato le indagini sul furto al bancomat che ha scosso il centro di Mazzarrone nella notte. Da questa mattina, gli specialisti del Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) dei carabinieri sono al lavoro per setacciare l’area intorno all’istituto di credito alla ricerca di impronte digitali, tracce biologiche e frammenti utili a identificare il commando.
Secondo una prima ricostruzione, i malviventi avrebbero agito con una tecnica ormai consolidata ma estremamente distruttiva. Per sventrare la cassaforte sono stati utilizzati mezzi meccanici di grosse dimensioni, impiegati come arieti per abbattere le protezioni e sradicare lo sportello automatico.
Il dettaglio chiave emerge dalla provenienza dei mezzi utilizzati per il furto. Sembra infatti accertato che gli escavatori e i camion impiegati dai banditi siano stati rubati dal vicino cantiere della costruenda autostrada.
A confermare indirettamente questa ipotesi è stata la presenza, nelle ore successive al colpo, del personale dell’Anas sul posto. I tecnici dell’ente stradale sono stati visti a colloquio con le forze dell’ordine nei pressi della banca, probabilmente per identificare i mezzi abbandonati dai malviventi dopo la fuga e fornire dettagli sugli accessi al cantiere, situato a breve distanza dal centro abitato.
I militari del Ris hanno isolato l’intera zona, applicando i protocolli di rilevamento.
L’obiettivo degli inquirenti è capire se si tratti di una banda specializzata proveniente da fuori provincia o se i malviventi godessero di appoggi logistici in zona, vista la rapidità con cui si sono mossi tra il cantiere e l’obiettivo (foto Franco Assenza).










