Oltre il rito, l’abbraccio: Vittoria si stringe a Ilenia nel suo ultimo viaggio
Non è stata solo la celebrazione di un funerale, ma un’autentica manifestazione d’amore. Oggi Vittoria non ha salutato soltanto un avvocato stimato; ha dato l’addio a una donna la cui umanità ha saputo lasciare un segno così profondo da rendere “piccola” persino la vastità della Basilica di San Giovanni Battista.
L’immagine più forte della giornata resta quella della marea umana che ha invaso ogni angolo disponibile. Quando la folla è così imponente da non riuscire a entrare fisicamente in chiesa, il messaggio è chiaro: Ilenia non abitava solo i tribunali, ma il cuore della gente. La sua professione, svolta con dedizione, oggi è passata quasi in secondo piano di fronte alla valanga di commozione di amici, conoscenti e cittadini comuni.
Il corteo funebre non è stato un semplice passaggio formale, ma un cammino condiviso di lacrime e silenzi. Vedere così tante persone, diverse per età e vissuto, unite nello stesso strazio, racconta di una donna che ha saputo ascoltare e farsi voler bene prima ancora che farsi rispettare per la toga che indossava.
In una Basilica gremita fino all’inverosimile, il calore della gente ha cercato di colmare quel vuoto improvviso lasciato dalla sua scomparsa. Restano i fiori, i ricordi e la consapevolezza che, se una città intera si ferma in questo modo, è perché il ricordo di Ilenia Pancrazi resterà vivo ben oltre le mura di quella cattedrale che oggi non è riuscita a contenerne l’affetto (foto Franco Assenza).











