“Ha udito il Signore che gli diceva: pasci le mie pecore, cioè sacrificati per le mie pecore”. Così il messaggio rivolto ai fedeli dal rettore della chiesa intitolata al patrono di Comiso, il sacerdote Fabio Stracquadaini, in concomitanza con l’avvio delle celebrazioni per la solennità del santo martire. Infatti, San Biagio fu martire: versò il suo sangue in totale fedeltà a Cristo perché credette che “né morte né vita potranno mai separarci dall’amore di Dio in Gesù Cristo”. La sua testimonianza esercita sui fedeli, ancora oggi, un fascino speciale. “Con quelle parole di Sant’Agostino – spiega don Stracquadaini – si ricordava che l’esercizio del ministero episcopale è innanzitutto partecipare alla Passione del Signore Gesù”. Tutte le celebrazioni eucaristiche si svolgeranno nella chiesa di San Biagio.
Sabato 31 gennaio, in particolare, alle 18,30 ci sarà la celebrazione eucaristica con la partecipazione dei bambini e dei ragazzi del catechismo, scout e Acr. Domenica 1° febbraio le celebrazioni eucaristiche sono in programma alle 9, alle 11 e alle 18,30. La solennità sarà poi celebrata martedì 3 febbraio con tutta una serie di sante messe a cui parteciperanno vari sacerdoti. Considerato il significato speciale della festa per la città di Comiso, l’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale sul territorio comunale, effettuerà un’azione di pulizia straordinaria nell’area in cui sorge la chiesa. San Biagio è venerato fin dall’antichità come uno dei 14 santi “ausiliatori”, il che significa che è stato tra i santi più venerati e popolari per ben oltre un millennio e ancora oggi, non solo a Comiso, ma in tutta la Chiesa, la devozione verso San Biagio è ben diffusa e radicata.










