“Il decreto Sicurezza, D.L. n. 159/2025, ha introdotto il badge digitale di cantiere obbligatorio per chi lavora nei cantieri edili, pubblici o privati, sia in appalto che in subappalto. Va comunque precisato che l’obbligo di questo distintivo identificativo diventerà operativo solo dopo l’emanazione del decreto attuativo da parte del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, adottato di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, sentiti il garante per la protezione dei dati personali e le parti sociali. Pertanto, a seguito di questa nuova norma, per accedere ai cantieri edili occorrerà essere in possesso del relativo badge”.
E’ quanto evidenziano il presidente di Cna Edilizia Ragusa, Massimo Donzello, in uno con il coordinatore di mestiere, Giorgio Stracquadanio. I quali precisano: “Si tratta di un tesserino di riconoscimento digitale personale dotato di un codice univoco anticontraffazione che servirà a identificare in modo certo ogni lavoratore presente in cantiere, registrandone automaticamente l’ingresso, l’uscita e i tempi di permanenza. A differenza del tesserino di riconoscimento, il badge digitale è collegato a una piattaforma informatica nazionale, che consente alle autorità competenti – come l’Ispettorato nazionale del lavoro – di effettuare controlli in tempo reale. In questo modo, si prova a garantire maggiore trasparenza nei rapporti di appalto e subappalto e si mira a contrastare il fenomeno del lavoro nero o dell’impiego irregolare. La gestione del monitoraggio digitale delle presenze in cantiere verrà integrata con il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl), la piattaforma nazionale già impiegata per la gestione delle politiche attive del lavoro. In questo modo il badge digitale diventerà un dispositivo di controllo in tempo reale, capace di garantire la piena tracciabilità delle attività svolte in cantiere. Il collegamento con la piattaforma Siisl permetterà infatti di verificare in modo immediato: la regolarità contributiva del lavoratore; la correttezza del rapporto di lavoro e dell’assunzione; l’idoneità formativa in materia di sicurezza”. La Cna, in attesa del decreto attuativo, è già impegnata nella diffusione di una campagna di comunicazione rivolta alle imprese del settore.









