Un uomo di 50 anni è stato condannato dal tribunale di Ragusa a 7 anni e 6 mesi di reclusione per violenza sessuale su una bambina di meno di 10 anni. La vicenda è emersa grazie alla denuncia del padre della minore, che ha riferito agli investigatori quanto raccontato dalla figlia. Durante le indagini, la bambina è stata ascoltata anche in incidente probatorio alla presenza di una psicologa, confermando le accuse. Gli episodi di abuso sarebbero avvenuti durante le visite a un amico della famiglia. Il rifiuto della bambina di tornare in quel posto ha rafforzato i sospetti. Il pubblico ministero Monica Monego ha richiesto la condanna, illustrando in aula i punti salienti dell’inchiesta.
L’amico di famiglia avrebbe molestato la bambina mostrando anche materiale pornografico e cercando di emulare scene esplicite. La bambina, inizialmente reticente per timore di ferire i genitori amici dell’uomo, ha poi iniziato a raccontare gli episodi in modo spontaneo e coerente.
I fatti risalgono al 2019. La famiglia ha deciso di trasferirsi in un’altra città per ricominciare. L’avvocata Simona Cultrera, rappresentante delle parti civili, ha sottolineato l’autenticità delle dichiarazioni della bambina, ritenute né indotte né manipolate. Ha inoltre richiesto il risarcimento danni per i genitori, costituitisi parte civile.
Il legale dell’imputato, Santino Garufi, ha contestato l’assenza di una perizia psicologica sulla minore, sostenendo che l’intero procedimento si basi esclusivamente sulle sue dichiarazioni, senza riscontri oggettivi. Ha inoltre evidenziato la complessità del contesto familiare, con la bambina che esprime affetto per la madre vittima di violenza domestica e sentimenti contrastanti verso il padre.










