Una storia dolorosa, che ha scosso l’intera comunità iblea, si è chiusa con una condanna in tribunale. Un uomo è stato riconosciuto colpevole per le gravi lesioni riportate dal figlio di appena cinque anni, ricoverato con fratture alle braccia e a una gamba. Una vicenda che, fin dal primo momento, aveva destato forte allarme per la gravità delle ferite e per le circostanze in cui il piccolo era arrivato in ospedale.
Secondo quanto emerso nel corso del processo, i medici che avevano preso in carico il bambino avevano immediatamente segnalato la situazione alle autorità, insospettiti dalla natura e dalla dinamica delle fratture. Da lì era partita l’indagine che ha portato alla ricostruzione dei fatti e, infine, alla condanna del padre.
Il tribunale ha ritenuto l’uomo responsabile delle lesioni, respingendo la versione difensiva e riconoscendo la gravità del comportamento. La sentenza, arrivata dopo mesi di accertamenti, testimonianze e perizie, ha confermato la necessità di tutelare il minore e di fare piena luce su quanto accaduto.
Il bambino, dopo un periodo di ricovero e cure specialistiche, è stato affidato a un percorso di protezione e assistenza. Le sue condizioni, pur serie al momento dell’arrivo in ospedale, sono progressivamente migliorate.
La vicenda ha suscitato profonda indignazione e un’ondata di solidarietà nei confronti del piccolo. Associazioni, cittadini e istituzioni hanno espresso vicinanza e ribadito l’importanza di vigilare, segnalare e intervenire ogni volta che un minore possa trovarsi in una situazione di rischio.
La condanna rappresenta un passaggio importante, ma il caso lascia aperta una riflessione più ampia sulla necessità di rafforzare i sistemi di prevenzione e di sostegno alle famiglie fragili, affinché episodi del genere non si ripetano.








