Si è concluso con una sola condanna e cinque assoluzioni il procedimento penale avviato per l’impiego di un lavoratore privo di permesso di soggiorno in un’azienda agricola del territorio ibleo, nel Vittoriese. La sentenza, emessa dal tribunale di Ragusa, chiude una vicenda che aveva acceso l’attenzione sul tema dello sfruttamento lavorativo e sulla responsabilità dei datori di lavoro nella verifica della posizione dei propri dipendenti.
Secondo quanto emerso in aula, l’indagine era partita dopo un controllo ispettivo che aveva portato alla scoperta di un bracciante straniero impiegato senza la documentazione necessaria per soggiornare e lavorare in Italia. Da qui la contestazione, rivolta a più persone, di aver favorito l’impiego irregolare del lavoratore.
Il giudice ha però ritenuto responsabile soltanto uno degli imputati, difeso dagli avvocati Angelo Celeste e Massimo Garofalo, condannandolo per la parte di competenza nella gestione del rapporto di lavoro. E’ stato condannato a 4 mesi di reclusione e a 4mila euro di multa, pena sospesa e non menzione nel certificato penale. Per gli altri cinque, invece, è arrivata l’assoluzione: secondo la ricostruzione del tribunale, non sarebbero emersi elementi sufficienti a dimostrare un loro coinvolgimento diretto o consapevole nella vicenda. Inoltre, in favore del lavoratore senegalese, che si è costituito parte civile con l’avvocata Liliana Battaglia, anche 1000 euro a titolo di risarcimento oltre al pagamento delle spese processuali.
La decisione segna un punto fermo in un settore – quello agricolo – spesso al centro di controlli e verifiche, soprattutto nelle aree dove la manodopera straniera rappresenta una componente significativa della forza lavoro. Il caso, pur circoscritto, riporta l’attenzione sulla necessità di garantire condizioni regolari e trasparenti, tutelando sia i lavoratori sia gli imprenditori che operano nel rispetto delle norme.
La sentenza potrà essere impugnata, ma intanto il procedimento offre uno spaccato delle difficoltà interpretative e operative che caratterizzano il contrasto al lavoro irregolare, un tema che continua a essere centrale nel dibattito pubblico e nelle attività di vigilanza del territorio.









