La visita del nuovo questore di Ragusa, Salvatore Fazzino, alla Cna territoriale ha assunto fin da subito il tono di un confronto operativo, concreto, lontano dalle formalità di rito. Ad accoglierlo c’erano il presidente territoriale Giampaolo Roccuzzo, il segretario Carmelo Caccamo, la presidenza territoriale, oltre alla Cna Pensionati con il presidente Giuseppe Distefano, il segretario Giovanni Brancati e i componenti della presidenza, tutti consapevoli che la sicurezza delle imprese è diventata una priorità assoluta per il tessuto produttivo ibleo.

Negli ultimi mesi la Cna ha denunciato una serie di episodi predatori ai danni di aziende associate: furti, danneggiamenti, intrusioni nelle aree produttive più isolate. Un fenomeno che ha alimentato un crescente senso di vulnerabilità tra gli imprenditori e che ha spinto l’associazione a chiedere un dialogo più serrato con le istituzioni. Fazzino ha raccolto la sollecitazione, spiegando che la sicurezza non si garantisce solo con pattuglie e interventi, ma attraverso una rete di collaborazione stabile e continua. Ha invitato le imprese a segnalare ogni anomalia, anche minima, perché spesso è proprio da quei dettagli che si riescono a intercettare dinamiche più complesse.
La Cna ha ribadito come la sicurezza sia ormai un fattore economico determinante: un’impresa che teme di essere colpita rallenta investimenti, riduce la capacità di crescere e perde competitività. Per questo l’associazione ha chiesto maggiore attenzione alle aree produttive, un canale diretto con la Questura e un potenziamento degli organici nelle fasce orarie più critiche. È emersa anche la necessità di rafforzare la prevenzione, non solo la repressione, con azioni mirate nei settori più esposti. Molto interessante anche la proposta che sarà definita in modo congiunto per la creazione di un percorso formativo e comunicativo sulla legalità d’impresa coinvolgendo anche le scuole. Inoltre, la Cna Pensionati ha lanciato il suggerimento di continuare a promuovere nei comuni momenti di informazione contro le truffe agli anziani.
L’incontro si è chiuso con un clima di collaborazione concreta. Nessuna promessa generica, ma la volontà di costruire un metodo condiviso: ascolto, segnalazioni tempestive, interventi mirati. Per la Cna è un segnale importante, perché restituisce alle imprese la sensazione di non essere lasciate sole. Per il questore, un primo passo per leggere da vicino le fragilità del territorio e intervenire con maggiore efficacia.










