A Vittoria arriva una condanna a cinque anni di reclusione per l’uomo ritenuto responsabile della rapina ai danni di un anziano di novant’anni, un episodio che aveva profondamente colpito la comunità per la violenza con cui era stato compiuto. L’aggressore, un cinquantenne, era entrato nell’abitazione della vittima sorprendendola alle spalle, immobilizzandola e sottraendole il portafoglio contenente 195 euro, prima di darsi alla fuga.
Le indagini, supportate da immagini di videosorveglianza e riscontri investigativi, avevano portato all’identificazione dell’uomo, poi rinviato a giudizio. Nel corso del processo la difesa, rappresentata dall’avvocato Santino Garufi, aveva sollevato dubbi sull’effettiva riconoscibilità dell’imputato, sottolineando che l’anziano non era stato in grado di identificarlo e che i filmati non fornivano elementi certi. In un primo momento era stata chiesta l’assoluzione per insufficienza di prove; successivamente, in via subordinata, la riqualificazione del fatto come furto aggravato, escludendo le aggravanti e valorizzando le attenuanti.
Il tribunale ha però riconosciuto la sussistenza della rapina aggravata, pur concedendo le attenuanti generiche, e ha condannato l’uomo a cinque anni di carcere, oltre al pagamento di 1.300 euro per spese processuali e custodia cautelare. Una decisione che chiude una vicenda dolorosa e che ribadisce la particolare gravità dei reati commessi ai danni di persone fragili, soprattutto quando avvengono all’interno delle loro abitazioni.








