Si è concluso con una assoluzione con formula dubitativa il processo a carico di un uomo di 47 anni accusato di maltrattamenti aggravati in famiglia. A decidere è stato il Tribunale collegiale di Ragusa, composto dai magistrati Elio Manenti, Giovanni La Terra e Giuseppe Aprile, che ha ritenuto non sufficienti gli elementi probatori per affermare la responsabilità dell’imputato oltre ogni ragionevole dubbio, applicando l’art. 530 comma 2 del codice di procedura penale.
Gli sono stati contestati presunti episodi di violenza domestica, che secondo l’accusa sarebbero avvenuti anche in presenza dei figli. Nel corso del dibattimento, l’imputato ha sempre negato ogni addebito.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Daniele Drago, ha portato in aula una serie di elementi e testimonianze che hanno contribuito a indebolire la ricostruzione accusatoria. Il pubblico ministero Marco Rota aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione, richiesta alla quale si era associata anche la parte civile, rappresentata dall’avvocata Simona Cultrera.
Dopo la camera di consiglio, il collegio ha pronunciato l’assoluzione con formula dubitativa del “perché il fatto non sussiste”.









