I festeggiamenti in onore di San Giuseppe a Ragusa sono iniziati ieri nella chiesa del Santissimo Salvatore, dando avvio a un percorso di preghiera e comunità che accompagnerà i fedeli fino al 19 marzo. La novena, che scandisce ogni giornata con il Santo rosario e la coroncina alle 17,45 e la messa delle 18,30, è stata aperta dai parroci don Luigi Diquattro e don Corrado Garozzo, che hanno invitato tutti ad affidarsi a San Giuseppe, custode di Gesù, di Maria e della Chiesa, ricordando le parole di Papa Francesco che lo descrive come un padre amato, tenero, obbediente e coraggioso. È a lui, hanno detto, che la comunità affida la propria vita, il presente e il futuro, le famiglie, i giovani, gli anziani, i malati e ogni relazione che costruisce la vita quotidiana.
La festa prosegue oggi e nei prossimi giorni con un programma ricco e partecipato. Ogni mattina, dalle 10 alle 12, la chiesa accoglie i fedeli per l’Adorazione eucaristica, mentre la messa serale viene celebrata da diversi sacerdoti della diocesi e animata a turno dalle comunità parrocchiali. Ieri ha esordito il parroco del duomo di San Giorgio martire, a Ragusa, il canonico sacerdote Giuseppe Antoci. Oggi, mercoledì 11 marzo, la celebrazione sarà presieduta dal sacerdote Giuseppe Iacono e animata dalla parrocchia San Giovanni Maria Vianney. Domani, giovedì 12 marzo, sarà invece la volta del sacerdote Giovanni Filesi, con la partecipazione della parrocchia San Pier Giuliano Eymard, mentre la serata continuerà con una catechesi dedicata a San Giuseppe tenuta dal sacerdote Giuseppe Cascone (nella foto Bracchitta sotto da sinistra don Antoci e don Garozzo).

Durante tutta la novena, la comunità è invitata a contribuire alla raccolta di generi alimentari destinati alla Caritas parrocchiale, un gesto di solidarietà che accompagna la dimensione spirituale della festa e che da sempre caratterizza la devozione verso San Giuseppe. Già accesa l’illuminazione esterna che valorizza l’intero quartiere. I festeggiamenti continueranno nei giorni successivi secondo il calendario predisposto, in un clima di preghiera, gratitudine e partecipazione che unisce l’intera comunità.










