La zona artigianale di Ispica torna al centro dell’attenzione e lo fa mettendo in evidenza toni sempre più preoccupati. La Cna ispicese lancia un allarme chiaro: i lavori, avviati con entusiasmo lo scorso luglio dopo trent’anni di attese, sembrano essersi fermati. Le imprese attendono di potere investire ma non si vedono più mezzi, non si vedono più operai, non si vedono avanzamenti. Si vede invece l’erba crescere, segno evidente di un cantiere immobile. Secondo la Cna, la fase iniziale dei lavori aveva fatto ben sperare. Le prime settimane avevano mostrato un’attività costante, poi le piogge avevano rallentato il ritmo, un rallentamento comprensibile. Ma oggi, a distanza di mesi, il problema non è più il maltempo: è l’assenza allo stato attuale di segnali di ripresa. Le imprese chiedono di sapere chi sta monitorando il cantiere, quale sia lo stato di avanzamento reale, quale fosse la data prevista per la conclusione dei lavori da parte della ditta esecutrice e, soprattutto, perché il cronoprogramma non è rispettato.
La Cna ricorda come l’avvio dei lavori fosse stato accolto con grande soddisfazione dal mondo produttivo. Dopo decenni di attese, la zona artigianale sembrava finalmente avviata verso una riqualificazione capace di restituire opportunità, ordine e servizi alle aziende. Oggi, però, il rischio è che l’ennesima occasione sia sprecata.
Il gruppo dirigente dell’associazione chiede al sindaco e all’amministrazione comunale di fornire chiarimenti immediati, di verificare lo stato del cantiere e di garantire che l’opera sia portata a termine nei tempi stabiliti. Non si tratta solo di un’infrastruttura attesa da trent’anni, ma di un tassello fondamentale per cogliere opportunità strategiche come la Zes unica e i bandi regionali dedicati allo sviluppo produttivo. Occasioni che passano davanti alle imprese ispicesi senza poter essere sfruttate, perché la zona artigianale non è pronta.
La Cna sottolinea che il territorio non può permettersi ulteriori ritardi. La competitività delle aziende, la possibilità di attrarre investimenti, la capacità di intercettare risorse europee e nazionali dipendono anche da infrastrutture adeguate e funzionanti. Per questo l’associazione chiede un confronto immediato e trasparente, affinché la città possa finalmente vedere completata un’opera che rappresenta un pezzo fondamentale del suo futuro economico.









