“Il mare sa restituire ciò che l’uomo sceglie di tutelare.” È la lezione che arriva dalla vicenda, emblematica per senso di responsabilità, collaborazione e rispetto della vita, di “April”, una caretta caretta tornata a nuotare libera lungo il litorale ragusano. La storia prende avvio l’8 aprile, quando l’esemplare viene accidentalmente catturato da un peschereccio durante le ordinarie attività di pesca. Un episodio che avrebbe potuto avere un epilogo ben diverso, trasformato invece in un modello di buona pratica grazie alla prontezza dell’equipaggio: i marinai hanno subito contattato la Guardia Costiera di Pozzallo, attivando la catena di soccorso. Da quel momento è scattato un intervento coordinato e tempestivo. L’animale è stato affidato ai referenti del WWF per gli accertamenti veterinari, che hanno dato esito favorevole, consentendo un rapido ritorno in natura. La tartaruga è stata battezzata “April” in omaggio al mese in cui ricorre la Giornata del Mare e della Cultura Marinara. Il rilascio è avvenuto questa mattina, a circa due miglia dalla costa, sotto il coordinamento della Guardia Costiera: un gesto semplice ma dal forte valore simbolico, la restituzione alla natura di ciò che le appartiene. In Sicilia, dove il rapporto con il mare è identitario prima ancora che economico, episodi come questo assumono un significato ancora più profondo. Non si tratta soltanto della protezione di una specie tutelata, ma del rafforzamento di una cultura della cura che nasce dai gesti quotidiani di chi il mare lo vive e lo rispetta. In questa prospettiva si inseriscono le iniziative in programma nei prossimi giorni a Pozzallo: attività dimostrative alla rotonda di Raganzino con simulazioni di messa in sicurezza dei nidi di tartaruga; esercitazioni di soccorso in mare; incontri pubblici dedicati alla cultura marinara. Un percorso condiviso da scuole, istituzioni e cittadini, con l’obiettivo di trasformare la sensibilizzazione in consapevolezza concreta e in comportamenti responsabili.









