È iniziato ieri sera, nella chiesa Madre di Comiso, il solenne Settenario in preparazione ai festeggiamenti di Maria Santissima Addolorata, uno dei momenti più identitari della spiritualità comisana. La celebrazione è stata aperta dal Santo rosario e dalla coroncina del mese di maggio, per poi culminare con la tradizionale “Sittina”, il canto popolare che medita i Sette dolori di Maria. Il testo, composto dal padre gesuita Arcangelo Cordaro e musicato dal maestro Filippo Messineo, viene eseguito secondo una prassi antica: due tenori e un baritono, accompagnati dall’organo, intonano le sette spade, le sette strofe che raccontano il dolore della Vergine dalla profezia di Simeone fino alla Crocifissione. L’ultima strofa, a tre voci, è un momento corale di intensa partecipazione emotiva, un tratto distintivo della tradizione religiosa comisana. Quest’anno gli interpreti sono: i tenori Alessandro Cassibba, Domenico Giarraffa e Giuseppe Mandrà, i baritoni Salvino Vicino e Gabriel Frisa, all’organo il maestro Claudio Palacino.
Domani, intanto, domenica 10 maggio, la città vivrà una giornata particolarmente sentita, poiché la festa dell’Addolorata si intreccia con la Festa della Mamma, creando un clima di forte coinvolgimento comunitario. La mattina si aprirà con la celebrazione eucaristica nella chiesa di San Biagio, seguita dall’esibizione del corpo bandistico “Kasmeneo”, che accompagnerà la raccolta dei doni destinati alla tradizionale Cena gastronomica. Alle 10,30 prenderà il via la Fiera del dolce, appuntamento molto atteso che unisce devozione e convivialità. A seguire, la santa messa delle 11 e, a mezzogiorno, la partecipazione dei bambini dell’Inno dalla scalinata della chiesa di San Biagio, uno dei momenti più teneri e simbolici della giornata.
Nel pomeriggio, alle 18.00, si terrà la Cena gastronomica, seguita dal Santo rosario e dalla celebrazione eucaristica presieduta da don Fabio Stracquadaini, con la benedizione delle mamme e la premiazione del Premio Maria Russo per il tavolo più bello e più ricco. Comiso si prepara così a vivere una domenica di grande intensità, in cui fede, tradizione e comunità si intrecciano in un rito che continua a rinnovarsi e a parlare al cuore dei fedeli. La festa dell’Addolorata resta uno dei momenti più profondi dell’identità cittadina, un patrimonio spirituale che unisce generazioni e custodisce la memoria più autentica della comunità comisana.









