La comunità ragusana è stata colpita da una notizia che ha lasciato tutti increduli e profondamente addolorati: fra’ Giuseppe Pecorella, frate dei Minori Cappuccini e parroco della Sacra Famiglia, è morto a causa di un infarto improvviso. La sua scomparsa non è solo un lutto religioso, ma un dolore umano che attraversa la città, perché fra’ Peppe era uno di quei sacerdoti che entrano in punta di piedi nella vita delle persone e vi restano con la loro mitezza, la loro presenza silenziosa, la loro capacità di ascoltare senza giudicare.
Il messaggio diffuso sui social da un fedele racconta con parole semplici ciò che molti hanno sempre percepito: un uomo di Dio che viveva il suo ministero con umiltà, docilità, dolcezza. Il riferimento all’“omen nomen” non è casuale: quel cognome, Pecorella, sembrava quasi anticipare la sua vocazione a essere un pastore buono, un sacerdote che non cercava mai il centro della scena, ma che sapeva guidare con la calma e la discrezione tipiche dei cappuccini. La sua figura era quella di un Alter Christus vissuto nella quotidianità, nella semplicità francescana, nella vicinanza alle persone.
La morte improvvisa, causata da un infarto, ha colto tutti di sorpresa. Fino all’ultimo fra’ Peppe aveva continuato a servire la sua comunità con la serenità che lo contraddistingueva, senza mai far pesare le fatiche o le preoccupazioni. Chi lo ha conosciuto lo ricorda per il suo sorriso pacato, per la sua voce sempre misurata, per quella capacità rara di rasserenare anche nei momenti più difficili. Era un sacerdote che non alzava mai la voce, che preferiva il dialogo alla rigidità, la comprensione al rimprovero.
Il messaggio che ne annuncia la scomparsa lo immagina ora unito alla liturgia perenne del cielo, accanto a Cristo, al Serafico Padre Francesco e alla Madonna Assunta, patrona della città. È un’immagine che consola, perché restituisce il senso profondo della sua vita: una fede vissuta senza clamore, una spiritualità limpida, un cammino che oggi si compie nella luce. L’idea che fra’ Peppe si ricongiunga ai suoi genitori, ai parenti, agli amici, è un pensiero che addolcisce il dolore e trasforma la perdita in una speranza.
La parrocchia della Sacra Famiglia è in lutto, e con essa tutta Ragusa. La sua comunità lo saluta con gratitudine, consapevole che il suo esempio continuerà a vivere nei gesti quotidiani, nelle relazioni costruite, nella fede che ha saputo trasmettere con semplicità. Il saluto finale del post – “Prega per noi fra’ Peppe. Riposa nella pace di Dio” – oggi diventa una promessa: quella di custodire il suo insegnamento e di continuare a camminare nella stessa mitezza che lo ha accompagnato fino all’ultimo. Ai familiari le condoglianze dell’Editore e della redazione del Giornale Ibleo.








