Tredici cani, cinque adulti e otto cuccioli, sono stati sequestrati dal nucleo zoofilo di Stop Animal Crimes Italia all’interno di un’azienda del settore edile a Modica, dove sono stati trovati in condizioni di grave incuria.
Il provvedimento è stato convalidato dal Giudice per le indagini preliminari di Ragusa.
Gli animali erano confinati in recinti fatiscenti, tra escrementi e urine, con scarsa disponibilità di acqua — per giunta salmastra — e alimentati con pane secco e ammuffito.
Presentavano una massiccia infestazione di zecche e un evidente stato di denutrizione.
A un 41enne è stato contestato il reato di maltrattamento di animali ai sensi degli articoli 544-ter e 727 del Codice penale.
Nel confermare il sequestro, il Tribunale ha disposto l’affidamento in custodia degli esemplari al sindaco, come richiesto dall’associazione, con l’obiettivo dichiarato di “responsabilizzare l’Autorità istituzionalmente preposta all’osservanza delle leggi sul benessere animale”.
L’ente animalista denuncia una carenza strutturale di controlli: “In Sicilia come in altre Regioni è sufficiente uscire di casa per accertare come ancora migliaia di cani (e non solo) vengano detenuti in violazione di regolamenti comunali, leggi regionali, leggi statali, Ordinanze e Direttive comunitarie, a causa della scarsa vigilanza o, quantomeno, di un controllo sommario e della mancanza di sensibilizzazione da parte degli enti preposti”.
Stop Animal Crimes Italia richiama inoltre il Decreto ministeriale del 23 marzo 2007, attuativo della Legge 189/2004 sul divieto di maltrattamento, che assegna in via prioritaria i compiti di vigilanza al Corpo Forestale dello Stato (oggi confluito nei Carabinieri Forestali) e, a livello locale, ai corpi di polizia municipale e provinciale, con il coordinamento operativo demandato ai Prefetti per le attività su base provinciale.
L’organizzazione segnala anche la saturazione del canile comunale quale conseguenza di un sistema privo di adeguate misure preventive: “I canili sono pieni di randagi e mancano box liberi; gli animali sono abbandonati due volte poiché anche molte associazioni, locali e nazionali, si costruiscono rifugi — spesso abusivi — dove, accanto a chi opera con impegno, non mancano soggetti che speculano, e sono moltissimi”.
Da ultimo, l’appello alle istituzioni: “Chiediamo al Prefetto di Ragusa di convocare un tavolo dedicato a un problema che, come sa chi opera sul campo, ha tre tentacoli: l’assenza di vigilanza istituzionale, il business dei gestori dei canili, la scarsa presenza delle associazioni all’interno dei canili”.









