La Cattedrale di San Giovanni Battista di Ragusa ha vissuto questa sera una celebrazione dal forte valore simbolico e comunitario: la benedizione e la consacrazione dei nuovi poli liturgici, un intervento che segna un passaggio importante nella vita della Chiesa ragusana e che si è svolto nel giorno in cui ricorrono i cinque anni dall’ordinazione episcopale di Monsignor Giuseppe La Placa (foto Bracchitta).

La progettazione dei nuovi elementi — altare, cattedra e ambone — è stata affidata allo Studio Progetto Bema di Roma, che ha scelto di costruire un dialogo tra innovazione e memoria. Sono stati infatti conservati i pannelli bronzei dell’artista ragusano Arturo Di Natale, mentre nell’ambone è stato integrato un pannello del figlio Giovanni Di Natale, creando una continuità artistica che unisce generazioni e sensibilità diverse.
Una scelta particolarmente significativa riguarda i materiali: al posto del marmo, sono stati adottati pece e pietra di Comiso, elementi locali che conferiscono ai nuovi poli liturgici un carattere sobrio, essenziale e profondamente radicato nella tradizione del territorio. Una scelta che parla la lingua della comunità e restituisce alla Cattedrale un’identità ancora più legata alla sua storia e alle sue radici.
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La collocazione dei poli liturgici è stata studiata per esprimere con immediatezza il loro significato. La cattedra, avvicinata rispetto alla posizione originaria, vuole rappresentare un Vescovo più vicino ai fedeli, in ascolto e in dialogo. L’ambone, avanzato e rialzato, sottolinea la centralità della Parola di Dio che “scende” sul popolo e illumina il cammino della comunità. L’altare, posto al centro, richiama la mensa attorno alla quale la Chiesa si raduna per celebrare l’Eucaristia.
Durante il rito di dedicazione dell’altare sono state deposte le reliquie di Sant’Agata, di San Carlo Acutis, della Beata Madre Maria Candida dell’Eucaristia e della Beata Maria Schininà: segni di santità che accompagneranno la vita della comunità e ne sosterranno il cammino spirituale.

La celebrazione è stata arricchita da un ulteriore momento di grande valore simbolico: la scopertura della lapide commemorativa che ricorda la dedicazione dell’altare e la benedizione dei nuovi poli liturgici. Un gesto che fissa nella memoria della Cattedrale e della città un passaggio storico, destinato a segnare il futuro della comunità.
In una serata intensa e partecipata, la Cattedrale ha ritrovato un nuovo equilibrio estetico e spirituale, capace di parlare al presente senza perdere il legame con la propria storia. Nel quinto anniversario del ministero episcopale di Monsignor La Placa, Ragusa ha celebrato non solo un rinnovamento liturgico, ma un rinnovato senso di appartenenza.







