Le organizzazioni sindacali della medicina del territorio Fimmg, Fmt e Snami sono state ricevute ieri in audizione dalla conferenza dei sindaci della provincia di Ragusa, convocata per affrontare le criticità che hanno condotto alla proclamazione dello sciopero della categoria.
All’incontro ha partecipato anche Lino Giaquinta, medico di famiglia oltre che sindaco di Giarratana, che ha condiviso la necessità di riportare al centro dell’attenzione istituzionale il ruolo dei medici del territorio, da troppo tempo esclusi dai processi organizzativi che riguardano la medicina territoriale.
Durante l’audizione, le delegazioni sindacali hanno illustrato le motivazioni dello sciopero, espressione di una categoria esausta, gravata da carichi di lavoro crescenti e da una persistente mancanza di coinvolgimento nelle scelte strategiche che riguardano l’assistenza primaria. Una situazione che, oltre a compromettere la qualità del servizio, mette a rischio la tenuta stessa del sistema territoriale.
La conferenza dei sindaci ha riconosciuto la rilevanza delle problematiche esposte e ha assunto l’impegno formale ad avviare un tavolo permanente congiunto tra medici del territorio, rappresentanti dei Comuni e dirigenza sanitaria dell’Asp 7, con l’obiettivo di affrontare in modo strutturale le criticità segnalate e individuare soluzioni condivise.
Accogliendo la richiesta dei sindaci – e pur non aderendo in modo acritico alla nota del commissario di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici, secondo cui sarebbe possibile proclamare inizialmente una sola giornata di astensione – le delegazioni sindacali, con la Fimmg in prima linea, hanno deciso per senso di responsabilità verso i cittadini e i pazienti di annullare la giornata di sciopero del 30 luglio.
Resta tuttavia confermato in modo inderogabile lo sciopero del 31 luglio, quale segnale chiaro della determinazione della categoria nel rivendicare condizioni di lavoro dignitose, un reale coinvolgimento nei processi decisionali e un modello di medicina territoriale finalmente adeguato ai bisogni della popolazione.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono la propria disponibilità al dialogo, ma anche la ferma volontà di ottenere risposte concrete e non più rinviabili.










