Legambiente Sicilia punta l’attenzione sui lavori in corso a Playa Grande, uno dei tratti più sensibili e di maggior pregio della costa iblea, e sollecita dagli enti competenti la massima chiarezza su permessi rilasciati e iter ambientali seguiti. In questi giorni l’associazione ha depositato varie istanze di accesso agli atti presso il Dipartimento regionale dell’Ambiente, la Soprintendenza di Ragusa, il Comune di Scicli e le altre amministrazioni coinvolte, chiedendo di visionare concessioni demaniali e paesaggistiche, oltre alle Valutazioni di Incidenza relative alle strutture turistico-balneari previste sull’arenile. Tra le pratiche oggetto di verifica figurano, tra le altre, quelle di Blu Lava Resorts, Namar ed Edilcrea sulla particella demaniale 2190 del foglio 73. Playa Grande rientra nel Paesaggio della Riserva della Macchia Foresta della Foce del Fiume Irminio, come definito dal Piano Paesaggistico provinciale di Ragusa, ed è sottoposta al Livello di Tutela 3, il più elevato.
L’area è individuata come Biotopo n. 38 “Plaia Grande-Marina di Ragusa”, di rilevante interesse paesaggistico-ambientale per la presenza, tra l’altro, del sistema dunale e della relativa vegetazione. Inoltre insiste nella ZSC ITA080001 “Foce del Fiume Irminio” della Rete Natura 2000, che tutela habitat di interesse comunitario. Legambiente ha chiesto al Comune di Scicli chiarimenti anche sulla VIncA (Valutazione di Incidenza Ambientale) inerente la ristrutturazione di un fabbricato rurale sulla SP63 da parte di Blu Lava Resorts, la cui istruttoria è stata affidata alla Commissione tecnica specialistica comunale con determinazione n. 662 del 30 aprile 2026. L’associazione sollecita che gli elaborati progettuali e gli esiti conclusivi di tutte le procedure ambientali siano facilmente consultabili dal pubblico, come imposto dalla normativa.
“La trasparenza è parte integrante della tutela ambientale” – dichiarano Tommaso Castronovo, Presidente di Legambiente Sicilia, e Alessia Gambuzza, Presidente di Legambiente Scicli “Kiafura” –. “In un’area Natura 2000 e sottoposta al massimo livello di tutela paesaggistica, cittadini e associazioni devono poter partecipare alle procedure e conoscere con facilità cosa viene autorizzato, sulla base di quali valutazioni e con quali prescrizioni. Non anticipiamo giudizi sulla legittimità dei singoli interventi, ma chiediamo che gli atti siano pubblici e verificabili e che sia garantita la piena tutela di un’area, qual è quella della spiaggia di Playa Grande, sottoposta a diversi regimi di tutela”. Nel frattempo, il 17 agosto, il Comune di Scicli ha adottato un provvedimento rilevante: con la determinazione n. 1271 ha disposto la risoluzione della convenzione e la revoca dell’affidamento a Blu Lava Resorts dell’area verde pubblica di Playa Grande, porzione della particella 1480, precedentemente assegnata nell’ambito dell’iniziativa “Adotta il Verde”. Prima di tale assegnazione, quella porzione e il resto del lungomare risultavano in convenzione all’associazione Playa Grande, che oggi ne chiede il riaffidamento immediato. L’associazione, insieme a Legambiente, ha annunciato ulteriori azioni a tutela del bene pubblico e del carattere naturalistico del sito. Secondo quanto accertato dal Comune, gli interventi di sistemazione e riqualificazione previsti non erano stati ultimati nei tempi stabiliti e l’area continuava a essere utilizzata come supporto operativo al cantiere adiacente, destinato alla realizzazione di una struttura turistico-balneare. L’ente ha quindi ordinato la cessazione di usi non coerenti con la destinazione a verde pubblico e la rimozione di materiali e attrezzature. “La Riserva naturale integrale della Foce del Fiume Irminio e le aree adiacenti di Playa Grande costituiscono un patrimonio ambientale che appartiene alla collettività. Turismo e tutela possono convivere solo nel pieno rispetto delle regole, dei vincoli e della trasparenza amministrativa. Legambiente continuerà a seguire la vicenda e, una volta acquisiti gli atti richiesti, valuterà ogni ulteriore iniziativa necessaria alla tutela della costa”.








