In una nota diffusa questa mattina, l’associazione “Insieme in Città” prende posizione contro la riapertura sperimentale di via Roma annunciata dall’amministrazione comunale di Ragusa. “Abbiamo camminato invano, per decenni, verso una mappa di comunità? Quanta amarezza! Fra la banale praticità e l’ideale utopia, sembra che si voglia scegliere il facile consenso della pigrizia mentale, della cattiva abitudine dell’automobile-dipendenza”, si legge nel documento. Il sodalizio, nato nel 2010 come laboratorio di urbanistica partecipata “per restituire al passo dei bambini, degli anziani, di tutti i cittadini una città ‘anchilosata’ dall’uso spropositato dell’automobile”, si dice “dolorosamente” contrario alla ventilata riapertura al traffico di via Roma.
“Ci siamo davvero illusi, credendo che il ricorso alle ‘passeggiate’, per cui siamo noti, fosse il segnale di un modo diverso di percorrere e vivere la città? Evidentemente il messaggio contro l’uso smodato dell’automobile non è stato comunicato bene. Questo grido di dolore intende riparare l’inadeguatezza della nostra comunicazione. Vi supplichiamo! Non distruggete, con una resa incondizionata allo strapotere dell’auto, la piccola isola dell’utopia pedonale.” Sulla sicurezza, il gruppo contesta l’idea che il ritorno delle auto possa fungere da deterrente: “Le strade sono insicure perché non le percorriamo più a piedi, ma le attraversiamo con le auto: pensiamo davvero che il passaggio sporadico di qualche veicolo possa distogliere il delinquente dal malaffare?”
E aggiunge un richiamo al rischio di marginalizzazione: “O non vi è, in questa resa incondizionata al vizio cronico dell’uso di un mezzo, la discriminazione o peggio la criminalizzazione di chi è costretto a spostarsi a piedi, quasi sempre un immigrato?” Per “Insieme in Città” il nodo non è tecnico, ma culturale: “Non è questione di flussi di traffico o di altre questioni pratiche (che per noi sono a favore della pedonalizzazione del centro storico), ma della visione ideale che abbiamo della città. Per questo non servono i referendum, piuttosto la proposta sentita e coerente di chi pensa una città, magari meno efficiente, ma più umana.” L’associazione propone l’apertura di un ampio confronto pubblico sulla pedonalizzazione e sulle criticità dell’attuale assetto, e conclude con un appello: “Per favore, non toglieteci la nostra passeggiata quotidiana in via Roma.”









