Si sono conclusi con una straordinaria partecipazione di fedeli i festeggiamenti in onore di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, celebrati nel quartiere Cappuccini di Ragusa. Un’edizione particolarmente significativa, segnata dall’ottavo centenario della morte del Poverello di Assisi, ricorrenza che ha conferito alle celebrazioni un profondo significato spirituale e comunitario.
Sin dalle prime ore della giornata, il suono dei mortaretti ha annunciato alla città il giorno dedicato al santo che, con il suo messaggio di pace, fraternità e amore per il creato, continua a parlare al cuore di intere generazioni. Le celebrazioni eucaristiche hanno scandito i momenti della mattinata, culminati con la tradizionale benedizione degli animali in piazza Cappuccini, uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati dai fedeli (foto Bracchitta).

Particolarmente intensa la celebrazione vespertina presieduta dal vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa, alla presenza delle autorità civili e militari. Un momento di grande raccoglimento che ha richiamato numerosi fedeli, desiderosi di rendere omaggio al Santo patrono d’Italia proprio nell’anno che ricorda gli ottocento anni dalla sua nascita al Cielo.

Il momento più emozionante della giornata si è vissuto con la tradizionale processione del simulacro di San Francesco lungo le vie della città. Migliaia di persone hanno accompagnato il santo nel suo pellegrinaggio tra i quartieri di Ragusa, in un clima di intensa partecipazione popolare. Significative le soste al Monastero delle Carmelitane e alla cattedrale di San Giovanni Battista, luoghi che hanno contribuito a rendere ancora più forte il senso di comunione ecclesiale e cittadina.

Lungo il percorso processionale non sono mancati momenti di particolare suggestione, tra cui l’omaggio musicale del coro “Mariele Ventre” e lo spettacolo pirotecnico che ha illuminato il cielo di Ragusa, quasi a voler simboleggiare la luce del messaggio francescano che continua ad attraversare i secoli.

A chiudere la giornata, lo spettacolo teatrale “Francesco, la follia diventata sapienza”, proposto dalla Compagnia Instabile di Modica, che ha offerto un’ulteriore occasione di riflessione sulla figura del Santo di Assisi, sulla sua radicalità evangelica e sulla straordinaria attualità del suo insegnamento.

L’Ottavo centenario della morte di San Francesco non è stato soltanto una ricorrenza storica, ma un autentico invito rivolto ai credenti e all’intera società a riscoprire i valori della pace, della solidarietà, della custodia del creato e dell’attenzione verso gli ultimi. Valori che il santo di Assisi continua a testimoniare con una forza sorprendente anche nel nostro tempo. La comunità dei Cappuccini e l’intera città di Ragusa archiviano così una giornata memorabile, caratterizzata da una partecipazione corale che ha confermato il profondo legame tra il popolo ragusano e San Francesco d’Assisi, figura universale capace ancora oggi di unire fede, cultura e speranza.








