Era diventato una presenza inquietante nel centro storico di Ragusa. Un giovane ragusano, nato nel 2003, avrebbe aggredito più persone in momenti diversi e senza apparente motivo, utilizzando machete, coltelli e bottiglie rotte. Le vittime venivano colpite soprattutto al volto, mentre l’aggressore si allontanava subito dopo gli attacchi.
Tra le persone coinvolte figura un ragusano di 57 anni, rimasto sfregiato al volto. Un altro cittadino ragusano ha riportato la frattura della mandibola, mentre un uomo di nazionalità tunisina ha subito la recisione dei tendini di entrambe le mani a causa di un’aggressione con arma da taglio.
Dopo il ricovero in ospedale e superato lo shock iniziale, le vittime hanno deciso di denunciare gli episodi, assistite dagli avvocati Michele Savarese e Francesco Biazzo. Le loro testimonianze hanno consentito agli investigatori di identificare il presunto responsabile, che è stato arrestato e si trova tuttora detenuto nel carcere di Ragusa.
Nel procedimento penale che ne è seguito, le persone offese si sono costituite parte civile attraverso i propri legali, con l’obiettivo di ottenere il risarcimento dei danni subiti e contribuire all’accertamento delle responsabilità dell’imputato.
Il giovane è stato difeso dall’avvocato Enrico Platania e ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato.
Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Ragusa lo ha condannato a quattro anni di reclusione, oltre al risarcimento dei danni in favore delle vittime. L’entità definitiva del risarcimento sarà stabilita in sede civile, mentre il giudice ha già disposto una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 15mila euro complessivi.










