Grave carenza di dispositivi di protezione tra gli operatori sanitari dell’Asp di Ragusa. Lo denuncia il sindacato Nursind che segnala come “il servizio dei trasporti secondari per trasferire i pazienti tra i vari presidi ospedalieri, anche fuori provincia, a causa di un servizio funzionante a singhiozzo,spesso avviene senza alcun dispositivo di protezione individuale perché ad oggi l’azienda non ha provveduto alla loro fornitura. Inoltre, a causa della mancanza del personale aderente al progetto “trasporti secondari”, gli infermieri sono spesso costretti ad abbandonare le attività assistenziali di reparto e salgono in ambulanza con la medesima divisa di lavoro (pantaloni, casacca e calzari) al fine di effettuare il trasferimento”.
Il Nursind spiega inoltre che “in molti reparti viene spesso richiamato in servizio in regime di straordinario personale che è a casa di riposo, per effettuare il trasporto, sempre ovviamente privo di dispositivo di sicurezza. Quindi l’infermiere in turno o in straordinario, esce dal reparto con la propria divisa e
calzari di lavoro, sale in ambulanza ed effettua il trasferimento, per poi ritornare in sede. Riteniamo gravissima questa assenza totale d’interesse da parte aziendale del rispetto delle norme sulla sicurezza dei lavoratori. Se da un lato il personale infermieristico che presta attività sulle ambulanze 118 è fornito di appositi calzari antinfortunistici, tuta protettiva e giubbotto, al contrario per l’azienda il personale che si accinge a fare un trasferimento dall’ospedale presso altra struttura col cosiddetto trasporto secondario può tranquillamente spostarsi con la propria divisa di lavoro. È inconcepibile come un’azienda sanitaria che impone la formazione per il personale sanitario sul rischio delle infezioni ospedaliere e che paga risarcimenti economici importanti per danni correlati alle infezioni ospedaliere, non ritenga necessario interessarsi del fatto che il personale utilizzi gli stessi indumenti per trasferire i pazienti e lavorare giornalmente in reparto. Procedura dei trasporti secondari che comunque riteniamo piena di falle organizzative e che anche in questo senso non sembrano destare l’interesse della Direzione aziendale. Ci riferiamo al budget risicato che costringe a effettuare solo i turni del mattino lasciando così scoperto il servizio pomeridiano o turni festivi assolutamente scoperti poiché non inseriti nei bandi”.
Secondo il Nursind, esiste una soluzione: “Inserire 6 infermieri per i tre presidi ospedalieri maggiori in grado di far fronte a questa criticità, garantendo inoltre anche un servizio notturno. In questo caso si dovrebbe affrontare una spesa di soli 18 unità di dispositivi di protezione. Riteniamo che l’azienda non possa fare assolutamente finta di niente e che debba prendere immediatamente seri provvedimenti diretti alla sicurezza dei lavoratori”.








