Nel giorno in cui l’Italia celebra la Liberazione dal nazifascismo, la Consulta Femminile di Ragusa intende dare voce a una doppia memoria che appartiene al cuore stesso della nostra democrazia: l’80° anniversario del primo voto esercitato dalle donne italiane e la nascita della Repubblica.
Il 25 aprile non è soltanto una data della storia. È una soglia di libertà, conquistata con il sangue, il coraggio e la speranza di chi ha resistito. È il giorno in cui un Paese ha scelto di rialzarsi e di riconoscere, finalmente, la dignità di tutte e tutti. In questo orizzonte di rinascita si colloca anche il 1946, quando milioni di donne, per la prima volta, entrarono nella cabina elettorale non più come presenze invisibili, ma come cittadine piene, consapevoli, protagoniste della scelta repubblicana.
Dopo aver intitolato lo scorso anno il viale dei Giardini Iblei alle Madri Costituenti, la Consulta prosegue il suo percorso di valorizzazione della memoria femminile nella storia della Repubblica. Se allora abbiamo restituito un nome e uno spazio fisico alle ventuno donne che hanno scritto la nostra Costituzione, oggi ricordiamo il momento in cui quelle stesse radici hanno cominciato a dare frutto: il primo voto delle donne, atto fondativo di una cittadinanza finalmente universale.
“L’80° anniversario del voto alle donne non è solo una ricorrenza del calendario,” dichiara la Presidente della Consulta Femminile di Ragusa, Gianna Miceli. “È il battito originario della nostra democrazia. Nel 1946 le donne non hanno soltanto votato: hanno varcato una soglia di storia. Hanno trasformato la Resistenza in futuro, la partecipazione in diritto, il silenzio in parola pubblica. È lì che nasce la Repubblica come la conosciamo oggi.”
La Consulta invita la cittadinanza a partecipare alla celebrazione del 25 aprile e, al tempo stesso, a percorrere e sostare nel viale delle Madri Costituenti come gesto di consapevolezza e gratitudine. Un luogo che non è solo memoria, ma interrogazione viva sul presente: quanto di quel cammino è stato compiuto e quanto resta ancora da realizzare per una reale parità nelle istituzioni, nei linguaggi, nella vita quotidiana del Paese.
“Camminare in quel viale,” prosegue la Presidente, “significa “incontrare” le donne che hanno scritto la nostra libertà e, insieme, riconoscere la responsabilità che abbiamo oggi: non disperdere quel patrimonio, ma renderlo presenza viva nelle scelte di ogni giorno.”
Nel solco di questo importante anniversario, la Consulta annuncia inoltre che nei prossimi mesi saranno promosse ulteriori iniziative pubbliche per continuare a raccontare e trasmettere alle nuove generazioni il valore del voto alle donne e della nascita della Repubblica, come patrimonio condiviso e irrinunciabile della nostra identità democratica.








