Ancora un tentativo di truffa ai danni di anziani sventato a Modica, questa volta grazie alla prontezza dei familiari della vittima e al tempestivo intervento dei militari dell’Arma. I carabinieri della Stazione di Modica hanno denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria una donna di 42 anni, residente a Catania, gravemente indiziata di tentata truffa aggravata in concorso.
Il colpo, pianificato secondo un copione tristemente noto, è scattato all’ora di pranzo. Una signora modicana di 86 anni ha ricevuto una telefonata sulla linea fissa di casa. All’altro capo del filo un uomo, spacciandosi per un impiegato postale, ha cercato di raggirarla sostenendo di avere di fronte a sé il nipote dell’anziana.
Subito dopo, i truffatori hanno passato il telefono al “finto nipote”, il quale ha iniziato a chiedere con insistenza e urgenza una somma di denaro, necessaria – a suo dire – per poter ritirare un importante pacco fermo all’ufficio postale.
Fortunatamente, in casa con l’ottantaseienne c’era anche la figlia. Intuendo immediatamente il tentativo di raggiro, la donna è subentrata nella conversazione. Mantenendo una straordinaria lucidità, ha finto di assecondare i malviventi per guadagnare tempo e, contemporaneamente, è riuscita a contattare il 112 per dare l’allarme.
Mentre i Carabinieri si mettevano già in movimento, il finto nipote avvisava la donna che da lì a pochissimi istanti una sua amica si sarebbe presentata alla porta per ritirare i contanti. E così è stato: il citofono ha squillato e una donna si è presentata per riscuotere il denaro.
Il piano perfetto dei truffatori è andato in fumo nello spazio di pochi secondi. Proprio mentre la complice attendeva di salire in casa, una gazzella dei Carabinieri della Stazione di Modica è arrivata sotto l’abitazione.
La complice, accortasi della presenza dei militari, ha tentato di dileguarsi a piedi per le vie limitrofe, ma è stata prontamente bloccata e identificata.
La donna, una 42enne catanese, è stata deferita all’Autorità Giudiziaria iblea e dovrà rispondere del reato di tentata truffa aggravata in concorso. Le indagini dell’Arma proseguono serrate per identificare i complici rimasti al telefono. Come previsto dalla legge, la responsabilità dell’indagata dovrà ora essere vagliata in sede giurisdizionale.









