Saranno inaugurati venerdì 29 maggio i tre Ospedali di Comunità realizzati a Comiso, Ragusa e Scicli nell’ambito degli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il programma prevede tre momenti distinti: alle 9.30 a Comiso, presso l’ospedale “Regina Margherita”; alle 11 a Ragusa, presso il P.O. “Maria Paternò Arezzo”; alle 12.30 a Scicli, presso il padiglione N del “Busacca”. Le inaugurazioni si svolgeranno alla presenza delle istituzioni del territorio e della Direzione strategica dell’ASP.
L’attivazione degli Ospedali di Comunità rappresenta uno dei passaggi centrali nel rafforzamento dell’assistenza territoriale previsto dal Decreto ministeriale n. 77/2022. Si tratta di strutture sanitarie territoriali dedicate alle cure intermedie, collocate tra l’assistenza domiciliare e il ricovero ospedaliero, con l’obiettivo di garantire ricoveri brevi a pazienti che necessitano di interventi a bassa intensità clinica. Gli Ospedali di Comunità sono, quindi, uno strumento utile anche a ridurre i ricoveri impropri e la pressione sui reparti ospedalieri e sui Pronto soccorso.
L’accesso avviene su proposta del medico di medicina generale, del medico ospedaliero in fase di dimissione, del Pronto soccorso, della continuità assistenziale o degli specialisti, previa valutazione dell’appropriatezza del ricovero. All’interno delle strutture operano medici, infermieri, operatori socio-sanitari e fisioterapisti, in raccordo con i servizi territoriali e con i medici di medicina generale.
A Comiso, l’Ospedale di Comunità è stato realizzato al piano terra del P.O. “Regina Margherita”. L’intervento, finanziato interamente con fondi PNRR, ha previsto un importo complessivo di 2.275.997 euro. La struttura occupa circa 750 metri quadrati e dispone di 20 posti letto, con camere singole e doppie dotate di servizi igienici, sala pranzo e soggiorno per i degenti, sale di attesa per i visitatori, aree ambulatoriali e locali per il personale sanitario. I lavori hanno riguardato la nuova distribuzione interna degli ambienti, la sostituzione di pavimentazioni, infissi e controsoffitti, oltre al rifacimento degli impianti elettrico, idrico, antincendio, di climatizzazione e dei gas medicali.
A Ragusa, l’Ospedale di Comunità è ospitato presso il P.O. “Maria Paternò Arezzo”. L’intervento, finanziato con fondi PNRR per un importo di 2.461.092 euro, ha previsto la ristrutturazione di circa 1.100 metri quadrati di superficie e la realizzazione di due aree funzionalmente distinte. La prima destinata alla degenza, per un totale di 20 posti letto, con camere dotate di servizi igienici e locali di supporto, tra cui ambulatorio-medicheria, sala medici, infermeria, sala pranzo per i degenti e soggiorno visitatori. La seconda dedicata all’accoglienza, all’accettazione e alla riabilitazione, con hall d’ingresso, sala d’attesa, reception, palestra con spogliatoi e servizi igienici, sale e ambulatori per le attività riabilitative individuali, spazi per fisioterapisti e personale medico, oltre a una sala per psicologo e assistente sociale.
A Scicli, l’Ospedale di Comunità è stato realizzato al secondo piano del padiglione N del P.O. “Busacca”. Anche in questo caso l’intervento è finanziato interamente con fondi PNRR. L’importo complessivo dell’intervento è pari a 2.216.318 euro. La struttura interessa una superficie di circa 1.100 metri quadrati e dispone di 20 posti letto, con camere singole e doppie dotate di servizio igienico, sala pranzo per i degenti, soggiorno visitatori, aree ambulatoriali e locali per il personale sanitario. I lavori hanno comportato la totale ristrutturazione del piano, con una nuova distribuzione interna, il rifacimento dell’impermeabilizzazione del terrazzo soprastante, la sostituzione di pavimentazioni, infissi e controsoffitti, e il rifacimento degli impianti elettrico, idrico, antincendio, di climatizzazione e dei gas medicali.
«Con l’attivazione degli Ospedali di Comunità – dichiara il Direttore generale dell’Asp di Ragusa, Giuseppe Drago – rafforziamo concretamente la rete territoriale e mettiamo a disposizione dei cittadini strutture pensate per dare risposte appropriate ai bisogni intermedi di cura. L’obiettivo è accompagnare i pazienti fragili, cronici o in fase di dimissione ospedaliera in un percorso protetto, evitando ricoveri impropri, facilitando il rientro a domicilio e contribuendo a ridurre la pressione sugli ospedali per acuti. È un modello che richiede integrazione tra professionisti, servizi e territorio, ed è su questa direzione che l’Azienda sta lavorando».








