La Fiom Cgil di Catania e Ragusa ha proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori dipendenti della M.V.M. Holding S.r.l., azienda che opera in regime di subappalto nell’ambito dei servizi affidati dall’ASP di Ragusa per la gestione e manutenzione degli impianti termici e delle centrali termiche presenti negli ospedali e nelle strutture sanitarie della provincia. La decisione è stata formalmente comunicata all’azienda e, per conoscenza, alla Direzione dell’ASP di Ragusa, dopo il mancato riscontro alle richieste di confronto avanzate dal sindacato sulle condizioni contrattuali, economiche e normative applicate ai lavoratori impiegati nell’appalto. I lavoratori aderenti allo stato di agitazione procederanno al blocco delle prestazioni straordinarie e della reperibilità fino all’apertura di un concreto tavolo di confronto finalizzato alla risoluzione delle numerose criticità denunciate.
“La situazione che abbiamo riscontrato, dichiara Rosy Scollo, segretaria generale della FIOM CGIL Catania e Gabriele Celeghin segretario generale della FIOM CGIL Ragusa, presenta elementi di estrema gravità sia sotto il profilo contrattuale che sotto quello della sicurezza sul lavoro. Parliamo di operai che svolgono mansioni altamente specializzate nella conduzione e manutenzione di caldaie a vapore, attività che richiedono competenze tecniche, formazione specifica e una costante attenzione agli aspetti della sicurezza. Eppure ci siamo trovati di fronte a lavoratori inquadrati prevalentemente con livelli professionali incompatibili con le mansioni effettivamente svolte”. Secondo quanto denunciato dalla FIOM, la quasi totalità degli addetti risulta avere un inquadramento non consono alle mansioni svolte, nonostante operi in piena autonomia su impianti complessi e strategici per il funzionamento delle strutture sanitarie”.
Ulteriori criticità riguardano la gestione delle ferie e dei permessi gestiti in maniere poco trasparente. Particolarmente preoccupante appare inoltre il tema della sicurezza sul lavoro. “Stiamo parlando di operatori che intervengono quotidianamente all’interno di centrali termiche e impianti ad alto rischio, continua la segretaria della FIOM. La formazione obbligatoria prevista dal decreto legislativo 81 sulla sicurezza è stata avviata solo recentemente, mentre avrebbe dovuto precedere l’inizio dell’attività lavorativa. Ancora oggi alcuni lavoratori stanno frequentando corsi che avrebbero dovuto essere completati prima dell’ingresso nei luoghi di lavoro.” Il sindacato denuncia inoltre l’organizzazione della reperibilità, che verrebbe anch’essa gestita con metodi poco trasparenti, nei pagamenti così come nell’organizzazione della stessa e non tenendo conto delle regole previste dai contratti. Tutto questo incide direttamente sulla sicurezza degli operatori e sulla qualità del servizio reso.”
La FIOM pone infine l’attenzione sugli interventi eseguiti in solitaria all’interno delle centrali termiche ospedaliere. “Molte delle attività svolte nelle sale caldaie non dovrebbero essere effettuate da un solo lavoratore. In caso di malore, incidente o emergenza tecnica, l’assenza di un secondo operatore potrebbe trasformare un evento gestibile in una tragedia. È una situazione che non può essere sottovalutata.” Sulla vicenda interviene anche il segretario generale della CGIL di Ragusa, Giuseppe Roccuzzo. “Quanto emerge da questa vertenza è particolarmente grave perché riguarda un appalto che opera all’interno del sistema sanitario pubblico. Non è accettabile che proprio nei servizi collegati alla pubblica amministrazione possano verificarsi situazioni caratterizzate da possibili fenomeni di dumping contrattuale, carenze formative e criticità organizzative che incidono sui diritti e sulla sicurezza dei lavoratori. Questa vicenda, prosegue ancora Giuseppe Roccuzzo, conferma ancora una volta quanto la CGIL sostiene da tempo: servono strumenti efficaci di controllo e trasparenza lungo tutta la filiera degli appalti. Da un lato è indispensabile rendere operative e interconnesse le banche dati pubbliche per consentire verifiche immediate sul rispetto dei contratti e delle condizioni di lavoro; dall’altro occorre introdurre con urgenza il DURCC, ovvero un DURC contrattuale e contributivo che permetta di individuare e contrastare immediatamente situazioni di irregolarità e dumping”.








