Il Rapporto annuale della Banca d’Italia conferma un dato di fondo: mentre la crescita dell’economia siciliana rallenta, il settore delle costruzioni continua a rappresentare una delle principali leve dello sviluppo regionale. Nel 2025 il PIL dell’Isola è cresciuto dello 0,6%, di contro il comparto edile ha proseguito il proprio percorso di espansione, trainato dagli investimenti pubblici e confermandosi il settore con la maggiore incidenza di imprese a forte crescita occupazionale, molte delle quali devono essere pensate come un unico asset infrastrutturale.
Per ANCE Ragusa il messaggio è chiaro: la fase aperta con il PNRR non può rimanere un’esperienza straordinaria, ma deve trasformarsi in una politica stabile degli investimenti, e questo si può fare soltanto attraverso il completamento e il consolidamento delle infrastrutture.
“Ragusa non chiede privilegi – dice il presidente Giorgio Firrincieli (nella foto) – ma condizioni di competitività. Il completamento del raddoppio della Ragusa-Catania, attraverso l’ammodernamento della SS 514 e della SS 194, è fondamentale per superare uno storico deficit infrastrutturale e collegare più efficacemente il nostro territorio al principale polo economico della Sicilia orientale”, Firrincieli aggiunge: “Non può essere dimenticato il completamento dell’autostrada Siracusa-Gela. Oggi l’infrastruttura si ferma a Modica; il lotto fino a Scicli è ancora privo della necessaria copertura finanziaria e manca una programmazione certa per il proseguimento verso Ragusa e Gela. È un limite che penalizza uno dei territori economicamente più dinamici della Sicilia. La Ragusa-Catania, la Siracusa-Gela, il porto di Pozzallo e l’aeroporto di Comiso non sono interventi separati, ma un unico sistema infrastrutturale. Solo completando questa rete sarà possibile rafforzare la competitività del distretto agroalimentare e manifatturiero ibleo, sostenere l’export, attrarre investimenti e valorizzare pienamente il potenziale del Sud-Est siciliano.”
Accanto alle grandi infrastrutture, l’Associazione richiama la necessità di dare continuità agli investimenti nella rigenerazione urbana, nell’edilizia scolastica, nella manutenzione del territorio e nella difesa dal dissesto idrogeologico, settori che producono benefici economici e sociali duraturi.
“Le imprese hanno dimostrato di essere all’altezza delle sfide del mercato. Ora spetta alle istituzioni assicurare una programmazione stabile, completare le infrastrutture strategiche e trasformare gli investimenti in una vera politica industriale per il territorio, capace di generare crescita, occupazione e competitività.”









