Una vita che attraversa un secolo, intrecciando affetti, lavoro e ideali. Concetto Drago ha compiuto 105 anni, festeggiato dall’abbraccio dei figli, dei nipoti e dei pronipoti. Figura di riferimento per la comunità ragusana, incarna quella forza pacata che nasce da abitudini sobrie e da una visione autenticamente umana dell’esistenza. Padre dell’avvocato Franco Drago e nonno dell’avvocato Danilo Drago, per decenni ha rappresentato l’impegno civile e politico di chi crede nella solidarietà e nella giustizia sociale. Militante della sinistra, è stato uomo di partito nel senso più genuino: vicino ai lavoratori, alle lotte bracciantili e alle rivendicazioni per la casa e la dignità delle famiglie.
Nato il 29 luglio 1921, ha sperimentato la durezza dei campi e l’emigrazione in Sudamerica. Rientrato in Sicilia, ha partecipato alle grandi stagioni del dopoguerra, tra cui l’occupazione del Circolo dei Cavalieri, poi divenuto Camera del Lavoro, oggi noto anche come set della fiction del commissario Montalbano. Tra le sue battaglie più sentite spicca quella per il risanamento di Chiafura, l’antico insediamento trogloditico di Scicli, dove si è adoperato per assicurare condizioni abitative decorose alle famiglie rimaste nelle grotte fino agli anni Sessanta. La sua storia incrocia anche la letteratura: Elio Vittorini lo volle al suo fianco durante una visita a Chiafura e gli dedicò il celebre “Conversazione in Sicilia”, un gesto di stima e riconoscenza verso chi ha saputo trasformare l’impegno sociale in testimonianza di vita. Oggi, a 105 anni, Concetto Drago è il simbolo di una generazione che ha costruito il futuro con le mani e con le idee, lasciando un’eredità morale che continua a parlare alle nuove generazioni.









