L’inchiesta sui presunti maltrattamenti all’interno di un centro diurno della provincia iblea, l’ Anffas di Modica, già oggetto di precedenti approfondimenti, registra un nuovo sviluppo dopo l’esecuzione di misure cautelari da parte dei carabinieri del Nas di Ragusa. Su disposizione della Procura, infatti, erano stati disposti gli arresti domiciliari per due indagati e misure interdittive per altri cinque operatori, tutti attivi — a vario titolo — nella struttura socio‑assistenziale finita sotto la lente degli investigatori.
I provvedimenti, emessi dal Gip del Tribunale di Ragusa, hanno rappresentato un ulteriore passo avanti nell’accertamento delle responsabilità dopo le prime verifiche che avevano evidenziato criticità gestionali e comportamenti ritenuti incompatibili con la tutela di persone fragili. L’indagine, avviata mesi fa con una serie di ispezioni e accertamenti tecnici, ha progressivamente delineato un quadro più definito delle condotte contestate: maltrattamenti aggravati nei confronti di ospiti con disabilità psichiche e neurologiche ed esercizio abusivo della professione infermieristica da parte di personale privo di qualifiche.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le nuove misure cautelari scaturiscono dall’analisi di ulteriori elementi raccolti nel corso delle intercettazioni e dei servizi di osservazione. Le condotte documentate — violenze fisiche, abusi verbali, somministrazione arbitraria di farmaci e gravi irregolarità igienico‑sanitarie — confermerebbero un contesto gestionale già emerso nelle fasi iniziali dell’inchiesta, caratterizzato da prassi ritenute potenzialmente lesive per l’incolumità degli ospiti. Tra gli episodi più significativi, anche il rinvenimento di roditori all’interno di sacchi di iuta contenenti dolciumi destinati alle attività del centro.
Le misure interdittive, della durata di un anno, colpiscono volontari e operatori del servizio civile universale, mentre gli arresti domiciliari riguardano il presidente dell’associazione che gestiva la struttura e un altro operatore. Tutti gli indagati restano comunque nella fase in cui le accuse devono essere vagliate nel contraddittorio tra le parti, come previsto dalla legge.
L’operazione si inserisce nel più ampio piano nazionale di monitoraggio dei centri dedicati a persone con disturbi dello spettro autistico, coordinato dal comando carabinieri per la Tutela della Salute in collaborazione con il ministero della Salute. Un filone che, anche nel territorio ibleo, continua a produrre sviluppi e a richiedere verifiche puntuali sulla gestione dei servizi rivolti alle fasce più vulnerabili.










