A sei giorni dal gravissimo incidente sulla Strada Provinciale 45 Modica-Pozzallo, la famiglia del giovane trentenne ricoverato in Rianimazione all’ospedale Maggiore “Nino Baglieri” di Modica torna a parlare. La sorella, che nei giorni scorsi aveva lanciato un appello alla preghiera, questa volta interviene con un messaggio di tutt’altro segno: una denuncia contro la circolazione di un video girato subito dopo lo schianto, contenente immagini che definisce “orribili”.
Secondo quanto racconta, nel filmato che avrebbe ricevuto, si vedrebbe il fratello a terra, ferito, mentre tenta di rialzarsi da solo. “In quel momento – scrive – nessuno gli ha offerto un aiuto umano, una parola, una mano. Riprendere quella scena è stato un gesto disumano”.
Da qui l’appello accorato: cancellare il video e interromperne la diffusione, per rispetto della dignità della persona coinvolta e del dolore dei familiari. La donna chiede anche di essere contattata da chi conosce l’autore delle riprese, annunciando l’intenzione di rivolgersi alle forze dell’ordine per individuare i responsabili.
La preoccupazione più grande resta quella che il filmato possa arrivare ai genitori del giovane. “Spero solo che non lo vedano mai”, scrive la sorella, che continua a fornire aggiornamenti sulle condizioni del fratello.
Il quadro clinico rimane molto serio, ma nelle ultime ore è arrivato un piccolo segnale di speranza: il giovane avrebbe reagito alla voce della sorella e della figlia, ascoltata tramite cuffie. “È una cosa positiva”, racconta.
I medici, tuttavia, mantengono la prognosi riservata. Il paziente non respira ancora autonomamente e dovrà essere sottoposto a tracheotomia per favorire la respirazione. Sul piano neurologico emergono lievi risposte agli stimoli, ma il percorso di recupero si preannuncia lungo e complesso.
L’incidente era avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 agosto, quando l’auto guidata dal giovane era finita contro un muro in pietra a secco lungo la provinciale. L’impatto, violentissimo, aveva richiesto l’intervento immediato del 118 e il trasferimento in codice rosso al pronto soccorso di Modica.
Oggi, accanto alla speranza, la famiglia chiede anche rispetto e responsabilità: fermare la diffusione di immagini che appartengono a uno dei momenti più dolorosi della loro vita.








