A Monterosso Almo la festa di San Giovanni Battista entra nel suo momento più intenso, tra fede, arte e spettacolo. Dopo giorni di celebrazioni e appuntamenti religiosi, il borgo montano si prepara a vivere la fase conclusiva di una tradizione che affonda le radici nella storia e nell’identità della comunità.
Mercoledì scorso, la serata dell’ArtFest ha trasformato il centro storico in un palcoscenico a cielo aperto: artisti di strada, giocolieri e musicisti hanno animato piazze e vicoli con performance di grande richiamo. Tra i protagonisti, Valerie Bla Bla e Franse, l’equilibrista squilibrato, che hanno conquistato il pubblico con numeri di comicità e destrezza, accompagnati dalle note travolgenti della Street Band Risveglio Kamarinense, capace di coinvolgere grandi e piccoli in un clima di festa autentica. Stasera, tra gli altri appuntamenti, alle 20 la messa presieduta dal novello sacerdote Giovanni Corallo con la partecipazione dei portatori e dei devoti del “viaggiu scausu”.

Adesso, però, l’attesa è tutta per la vigilia, domani, sabato 5 settembre, giornata che segna il passaggio dalla dimensione popolare a quella solenne. Fin dal mattino il complesso bandistico percorrerà le vie del paese, preludio alla discesa dall’altare maggiore del simulacro del Santo Patrono, uno dei momenti più suggestivi e sentiti dai monterossani, che si terrà a mezzogiorno. In serata, alle 20, la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Sebastiano Roberto Asta aprirà la strada al grande spettacolo musicale con il gruppo Sud Sound System, previsto alle 21,30.
E domenica 6 settembre sarà la giornata della solennità del Patrono San Giovanni Battista. Alle 11 è prevista la grande “Nisciuta”, la tradizionale uscita del simulacro tra applausi, campane e colpi di cannone, seguita dallo spettacolo pirotecnico curato dalla ditta Fuochi Srl di Chiarenza da Belpasso, che darà il via alla processione e al nucleo centrale dei festeggiamenti.
Monterosso Almo si conferma così custode di una delle feste patronali più sentite della provincia di Ragusa, dove la devozione si intreccia con la cultura e la bellezza di un rito che ogni anno rinnova il legame profondo tra il Santo e la sua gente.








